Il Rosso e il Tricolore

Posted: Febbraio 8th, 2015 | Author: | Filed under: 99%, anthropos, comune, crisi sistemica, epistemes & società, Foucault, postcapitalismo cognitivo | No Comments »

di Alain Badiou

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Sfondo: la situazione mondiale

Oggigiorno, il mondo è totalmente investito dal capitalismo globale, sottomesso ai dettami dell’oligarchia internazionale e asservito all’astrazione monetaria come unica figura riconosciuta dell’universalità. Viviamo in un periodo di transizione molto difficile, che separa la fine della seconda tappa storica dell’Idea comunista (la costruzione indifendibile, terrorista, di un “comunismo di Stato”) dalla terza tappa (il comunismo come realizzazione politica, adatta al reale, dell’“emancipazione dell’umanità intera”). In questo contesto, si è insediato un mediocre conformismo intellettuale; una sorta di rassegnazione al contempo lamentevole e soddisfatta, che accompagna l’assenza di ogni futuro altro, ovvero la ripetizione dispiegata di ciò che già c’è.

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Un’esperienza marxista di Foucault

Posted: Dicembre 30th, 2014 | Author: | Filed under: comune, comunismo, critica dell'economia politica, Foucault, Marx oltre Marx, postoperaismo | No Comments »

di ANTONIO NEGRI

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1. La domanda che mi porrò oggi è semplice: come ho tentato di leggere, come mi è sembrato possibile farlo, nel mio lavoro, Marx con e dopo Foucault? Vorrei analizzare rapidamente questa esperienza. Si è trattato di fissare degli assi di lettura marxiana che si organizzassero attorno ad un dispositivo di soggettivazione, ricalcato su Foucault e del quale io cercherò di mostrare la possibilità d’essere applicato alla nostra attualità: esso impone un’ontologia adeguata. Se, inversamente, leggere Marx significa nutrire una volontà radicale di trasformazione dell’essere storico, la soggettivazione foucaltiana mi sembra debba essere confrontata a tale determinazione.

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Viewpoint Magazine

Posted: Dicembre 13th, 2014 | Author: | Filed under: comune, comunismo, postoperaismo, Révolution | No Comments »

The State, lo Stato e le problematiche a questo correlate, le possibilità e i limiti di un suo ripensamento strategico, questi i temi al centro del quarto numero della rivista “Viewpoint Magazine” che oggi presentiamo. Un tema spinoso e di stringente attualità quello dello Stato che i diversi articoli e testi raccolti in questo numero ci invitano a discutere in un’ottica rivoluzionaria. Insieme alla traduzione dell’editoriale dal titolo esplicito: Per una teoria rivoluzionaria dello Stato, pubblichiamo un testo di Asad Haider, tra i redattori della rivista, che ci presenta gli obiettivi e le linee guida di Viewpoint Magazine: Viewpoint, un laboratorio per le lotte.

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Moneta del comune e reddito sociale garantito

Posted: Dicembre 11th, 2014 | Author: | Filed under: comune, critica dell'economia politica, postcapitalismo cognitivo | No Comments »

di LAURENT BARONIAN e CARLO VERCELLONE

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L’ambizione di quest’articolo è quella di gettare le basi per una concezione della moneta del comune a partire da un’interrogazione omessa dalla teoria economica dei beni comuni.

Quali sono, dunque, le condizioni capaci di attenuare il vincolo monetario al rapporto salariale e di favorire così lo sviluppo di forme di produzione alternative ai principi d’organizzazione sia del pubblico che del privato? Questa domanda richiede d’introdurre nella teoria del Comune il ruolo strutturante della moneta nei rapporti capitale-lavoro.

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Knowledge

Posted: Dicembre 11th, 2014 | Author: | Filed under: anthropos, au-delà, bio, comune, digital conflict, epistemes & società, post-filosofia | No Comments »

by Mercedes Bunz

Citation:
Bunz, M. (2014): “Knowledge”, in: Critical Keywords for the Digital Humanities, available at: keywords

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Know­ledge is pro­ces­sed in­for­ma­ti­on. As spe­ci­fied by Ox­ford Dic­tio­na­ries, it is tra­di­tio­nal­ly un­ders­tood to be gai­ned by “ex­pe­ri­ence or by edu­ca­ti­on” (cf. Ox­ford Dic­tio­na­ries 2013). To­day, howe­ver, it is also pro­vi­ded by di­gi­tal tech­no­lo­gy and de­scri­bed as “in­for­ma­ti­on held on a com­pu­ter sys­tem” (ibid.). De­s­pi­te not being a di­gi­tal term in the strict sen­se, this new mea­ning fun­da­men­tal­ly af­fects our con­cept of know­ledge, which pro­vi­des the re­a­son for ad­dres­sing this word in the Cri­ti­cal Key­words for the Di­gi­tal Hu­ma­nities.

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Le commun contre l’État néolibéral

Posted: Dicembre 2nd, 2014 | Author: | Filed under: au-delà, comune, comunismo, epistemes & società, Marx oltre Marx, postoperaismo | No Comments »

par Pierre Sauvêtre

Le livre de P. Dardot et de C. Laval entend placer la question du commun au cœur de la réflexion politique contemporaine. Mais il ne faut pas simplement le concevoir comme une forme spécifique de propriété : c’est une politique que le commun définit.

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Le livre de Pierre Dardot et Christian Laval introduit en France la question du « commun » qui était jusqu’ici absente du débat hexagonal, alors qu’elle irrigue depuis les premiers travaux d’Elinor Ostrom il y a vingt ans le champ des sciences humaines anglo-saxonnes. Commun est d’abord une impressionnante synthèse d’un grand nombre de travaux de sociologie, d’économie, de droit, d’anthropologie et de philosophie qui ont pris le « commun » pour objet ces deux dernières décennies. Mais le livre est surtout un effort philosophique d’élaboration originale du concept de « commun ». Son apport majeur est de faire du commun un objet de réflexion directement politique, et pas seulement économique ou juridique. Il ne se présente donc pas comme une réflexion purement abstraite, mais comme une tentative pour proposer un cadre théorique à différents mouvements qui depuis les années 1990 ont donné une dimension directement politique à la problématique du commun dans le cadre de luttes contre les politiques néolibérales. Commun marque ainsi un nouvel âge des travaux sur le néolibéralisme : le temps de l’analyse critique semble être terminé pour laisser place à celui de la construction de propositions alternatives. Mais c’est aussi une réflexion sur le socialisme qui trouve dans le commun une voie nouvelle pour l’émancipation sur la base d’un bilan sans concession de l’échec du communisme d’État. Le concept de « commun » se trouve ainsi à la croisée d’une alternative au néolibéralisme et d’une rupture avec le communisme.

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Il comunismo della conoscenza

Posted: Dicembre 2nd, 2014 | Author: | Filed under: au-delà, bio, comune, digital conflict, epistemes & società, Marx oltre Marx, postcapitalismo cognitivo | No Comments »

di André Gorz

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La conoscenza, l’informazione sono per essenza dei beni comuni, che appartengono a tutto il mondo, che dunque non possono diventare proprietà priva e mercantile, senza essere mutilati dalla loro utilità. Però se la forza produttiva decisiva (quella dell’intelligenza della conoscenza) non si presta a diventare una merce, le categorie tradizionali dell’economia politica entrano in crisi : il lavoro, il valore, il capitale. Il valore, nel senso dell’economia capitalista, delle conoscenze è indicibile. È impossibile misurare il lavoro che è stato speso alla scala della società per produrle. Perché esse sono prodotte dappertutto dove gli uomini interagiscono, sperimentano, imparano, sognano […]

L’economia della conoscenza ha dunque vocazione ad essere un’economia della messa in comune e della gratuità cioè il contrario di una economia. È questa forma di comunismo che essa riveste spontaneamente nel mondo scientifico. Il “valore” di una conoscenza si misura non in denaro ma per l’interesse che essa suscita, la diffusione che essa riceve. Alla base dell’economia capitalista della conoscenza si trova dunque una anti-economia nella quale la merce, gli scambi mercantili, la preoccupazione del guadagno non ha corso. […]

Questo protocomunismo ha le sue figure emblematiche nell’informatica. Essa differisce dalla scienza per questa specificità : essa è nello stesso tempo conoscenza, tecnica di produzione di conoscenze e mezzo di fabbricazione, di regolazione, d’ invenzione, di coordinazione. In essa è soppressa la divisione sociale fra quelli che producono e quelli che concepiscono i mezzi per produrre. I produttori non sono più dominati dal capitale attraverso il loro mezzi di lavoro. Produzione di conoscenze e produzione di ricchezze materiali o immateriali si uniscono. Il capitale fisso non ha più un’esistenza a parte ; è sussumato, interiorizzato da uomini e donne che fanno l’esperienza pratica, concreta, che la principale forza produttiva non è né il capitale macchine né il capitale denaro ma la passione viva con la quale essi immaginano, inventano e accrescono le loro proprie capacità cognitive al tempo stesso che la loro produzione di conoscenza e di ricchezza. La produzione di sé è qui produzione di ricchezza e inversamente ; la base della produzione di ricchezza è la produzione di sé. Potenzialmente, il lavoro – nel senso che ha nell’economia politica – è soppresso : “Il lavoro non appare più come lavoro ma come pieno sviluppo dell’attività [personale] essa stessa ” (Grundisse).

Il hacker è la figura emblematica di questa appropriazione/soppressione del lavoro. Con lui, le forze produttive umane, diventate soggetto, entrano in ribellione contro la loro cattura da parte del capitale, rivolgono le risorse dell’informatica contro di lui. È il hacker che ha inventato questa anti-economia che sono Linux e il copyleft – questo opposto del copyright – e ha fatto sorgere il movimento dei software liberi. Da lui appaiono delle nuove forme di comunicazione e di regolazione ; un’ammirabile etica anarco-comunista, l’etica hacker, nello stesso tempo arte di vivere, pratica di altri rapporti individuali e sociali, ricerche di vie per uscire dal capitalismo e per liberare, a questo scopo, i nostri modi di pensare, di sentire, di desiderare, dalla sua presa. Gli hackers non sono una élite professionale, né uno strato a parte. Fanno parte della nebulosa dei “dissidenti del capitalismo numerico” come lo diceva Peter Glotz. Questi dissidenti, provenienti della rivoluzione informativa, rappresentano negli Stati Uniti circa un terzo della popolazione attiva. Comprendono degli informatici di alto livello che rifiutano la servitù volontaria ; dei diplomati che rifiutano di sacrificare tutto alla loro carriera ; dei self-imprenditori che rifiutano la competizione feroce del “sempre più, sempre più rapido” ; dei jobbers e dei downshifters che preferiscono guadagnare poco ed avere più di tempo per sé. “Più il capitalismo numerico estende la sua presa sulle nostre vite, più grande diventerà il numero dei declassati volontari”. Scrive Peter Glotz. “Una nuova concezione del mondo sorgerà da essi. La lotta che opporrà il proletariato del numerico alla sua élite… avrà per scopo essenziale due concezioni principali e passionali della vita. Tutta l’etica sociale del capitalismo moderno è in questione.”

(trad. di Julien Simonpieri)


La crisi messa a valore

Posted: Novembre 22nd, 2014 | Author: | Filed under: comune, comunismo, crisi sistemica, critica dell'economia politica, postcapitalismo cognitivo, postoperaismo, Révolution | No Comments »

La crisi messa a valore” – Materiali di preparazione per il seminario

on 20 Novembre 2014.

Un seminario di Commonware ed Effimera, ospitato da UniPop al Cs Cantiere di Milano

Sabato 29 e domencia 30 novembre

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[programma]


Soggettivazioni

Posted: Novembre 22nd, 2014 | Author: | Filed under: comune, Deleuze, epistemes & società, Foucault, post-filosofia, posthumanism | No Comments »

di FEDERICO CHICCHI

Intervento sulla “produzione di soggettività” nell’incontro di autoformazione “Cartografia delle lotte”

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Il soggetto come estimità del capitale

Non è per nulla facile costruire una riflessione sistematica sul soggetto. La soggettività è un concetto teorico a dir poco scivoloso, che scappa da tutte le parti quando provi a includerla in paradigma interpretativo.

Il soggetto (come la sua etimologia mostra chiaramente) è al contempo il risultato della presa dell’ordine simbolico sul bios, dell’azione del potere sull’individuo, e al contempo quell’elemento che rende strutturalmente insaturo quello stesso ordine e che bucandolo lo costringe ad un processo dinamico di continua trasformazione. Il capitalismo non è un cristallo.

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Algoritmi del capitale 1-2

Posted: Novembre 11th, 2014 | Author: | Filed under: au-delà, bio, comune, comunismo, crisi sistemica, critica dell'economia politica, digital conflict, epistemes & società, Foucault, Marx oltre Marx, postcapitalismo cognitivo, postoperaismo, Révolution | No Comments »

1) Il diagramma di flusso della libertà

di Andrea Fumagalli, 11.11.2014

Tempi presenti. Il volume collettivo «Gli algoritmi del capitale» affronta il nodo del rapporto degli esseri umani con le macchine all’interno della produzione di ricchezza e della comunicazione on-line. Una discussione a più voci a partire dal «manifesto per una politica accelerazionista».

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2) Dispositivi politici per rompere le maglie strette della Rete

di Benedetto Vecchi, 11.11.2014

Algoritmi del capitale. I social network e i Big Data sono da considerare gli esempi che meglio di altri illustrano le tendenze del capitalismo.

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