conflitti

Posted: settembre 30th, 2012 | Author: | Filed under: comune, crisi sistemica, Révolution | No Comments »

Se anche i “signori” rovistano nei cassonetti

di Marco Bascetta

Il saggio di Marco Bascetta che qui pubblichiamo è contenuto nel secondo numero della rivista “Outlet- per una critica dell’ideologia italiana”, in edicola dal 28 settembre con gli Altri…

Nel dibattito pubblico italiano il tema della violenza, quella politica o politicamente motivata, è andato incontro a un singolare destino: tanto più se ne evocava l’incombenza quanto meno trovava riscontro nella realtà dei fatti. Non vi è episodio, per quanto banale e insignificante, dalla scritta murale al lancio di uova e ortaggi, che i media e le forze politiche tutte non dichiarassero messaggero di un imminente ritorno del terrorismo, la bestia nera degli anni Settanta. L’assenza di una inclinazione significativamente violenta del conflitto sociale creava, per così dire, una sorta di disorientamento, di vuoto nel rapporto di potere tra governanti e governati, che i primi si sarebbero ingegnati a colmare con un notevole sforzo di fantasia, talvolta assecondato dal narcisismo di parte dei movimenti.

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Foucault

Posted: settembre 29th, 2012 | Author: | Filed under: anthropos, post-filosofia, vita quotidiana | No Comments »

INTRODUZIONE ALLA VITA NON FASCISTA

Illustrazioni di Clifford Harper Cvvvbvvvnvvvdz

Préface di Michel Foucault alla traduzione americana del libro: Gilles Deleuze et Félix Guattari,
L’Anti-Oedipe : capitalisme et schizophrénie, Viking Press, New York, 1977; cfr.: Michel Foucault,
Dits et Ecrits II, 1976-1988, Paris, Gallimard, 2001 (1a ediz.: 1994), p. 133-136. Il titolo è nostro.
Traduzione in italiano: Carmine Mangone
Translated in English by Robert Hurley, Mark Seem, and Helen R. Lane

Introduzione alla vita non fascista


Madrid 25S — La democrazia si apre il passo

Posted: settembre 29th, 2012 | Author: | Filed under: au-delà, crisi sistemica, Révolution | No Comments »

di MADRILONIA.ORG

Ci hanno chiamati golpisti. Hanno detto che dietro questa manifestazione si nascondeva l’estrema destra. I mezzi di comunicazione hanno mentito per giorni e giorni. Hanno minacciato di mandarci in galera, hanno dispiegato oltre 1400 agenti di polizia, hanno identificato e denunciato molte persone solo perché esse si erano riunite in un parco pubblico a discutere sulla convocazione di questa manifestazione. Hanno provato a riempirci di paura, come mai era successo prima d’ora. Il risultato è che, nelle strade, eravamo in decine di migliaia, pronti a disobbedire allo stato di eccezione imposto dal governo. Ora tutti i media del pianeta stanno parlando di quanto successo a Madrid il 25S. E sappiamo bene che è solo l’inizio.

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à propos Félix Guattari

Posted: settembre 24th, 2012 | Author: | Filed under: au-delà, post-filosofia, Révolution | No Comments »

transversal 2012
à propos Félix Guattari
Politics | Poetics | Therapy

12 + 13 October 2012
Academy of Fine Arts
Vienna, Schillerplatz 3, Room M31

Participation: free of charge!
No reservation necessary

For Info and materials in German: http://www.kaosmose.tk

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Schedule

Friday 12th Oct. 2012

14.00 Reception: Ruth Sonderegger and Wolfgang Neurath

Lectures

14.30 Elisabeth von Samsonow: “François Tosquelles, Félix Guattari and the politics of madness” (Lecture will be held in German)

15.30 Wolfgang Pircher: “Guattari against the state. War Machine and Apparatus of Capture as Mediums” (Lecture will be held in German)

Can an informational materialism be helpful to accentuate the functioning and the transition of war machine and apparatus of appropriation? How can such a materialism be compatible with a historical materialism and a universal history as developed by Deleuze and Guattari? In this regard, what kind of differences can found between the nomadic and the settled?

16.30 Break

17.00 Anne Querrien and Anne Sauvagnargues: “Machines that break down” (Lecture will be held in English)

Transversality, typewriter and political activism; the difference between machine and structure; semiotics, especially capitalist semiotics; machinic heterogenesis; the aesthetic paradigm; chaosmosis.

18.00 Franco “Bifo” Berardi: “Chaosmic Spasm and the Re-thinking of Desire” (Lecture will be held in English)

In “Chaosmosis”, Félix Guattari uses the concept of “chaosmic spasm”. By “spasm”, he understands an intensification of the rhythm of the desiring organism that leads to panic and is a prelude to depressive blackout. The spasm is a form of vibration, the searching for a new rhythm. But if this search does not lead to a successful end, the organism can enter into a phase of paralysis. Chaosmosis is a mode of alleviating the spasm. By reflecting on the concept of chaosmic spasm, one can rethink desire as a problematic concept.

19.00 Water and wine, bread and beer

Saturday 13th Oct. 2012
Workshops in terms of creative milieus for a non-academic exchange on philosophy

10.00 “Subject-Groups”
Coordination: Vivianne Costabile, Klaus Neundlinger, Sandra Lehmann

13.00 “Lines of Flight”
Coordination: Harald Katzmair, Wolfgang Neurath

15.00 “Machines”
Coordination: Sandro Barberi, Birgit Mennel, Helmut Neundlinger, Tom Waibel
Light, sound and theory machines with Stephan Gregory, Michael Kargl, Gerald Raunig, Tim Stüttgen etc.

Supported by: Academy of Fine Arts, Vienna, Wolfgang Neurath and FAS.Research

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transversal mailing list | info: trasversal


Cambiare cavallo

Posted: settembre 23rd, 2012 | Author: | Filed under: Marx oltre Marx | No Comments »

di Anselm Jappe

traduzione a cura di Alessandro Simoncini

«Quando gli artigiani comunisti si riuniscono, essi hanno primamente come scopo la dottrina, la propaganda, ecc. Ma con ciò si appropriano insieme di un nuovo bisogno, del bisogno della società, e ciò che sembra un mezzo, è diventato scopo. Questo movimento pratico può essere osservato nei suoi risultati più luminosi, se si guarda ad una riunione di “ouvriers” socialisti francesi. Fumare, bere, mangiare, ecc. non sono più puri mezzi per stare uniti, mezzi di unione. A loro basta la società, l’unione, la conversazione che questa società ha a sua volta per iscopo; la fratellanza degli uomini non è presso di loro una frase, ma una verità, e la nobiltà dell’uomo s’irradia verso di noi da questi volti induriti dal lavoro».[1]

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David Graber

Posted: settembre 22nd, 2012 | Author: | Filed under: au-delà, BCE, crisi sistemica, epistemes & società, Révolution | No Comments »

La democrazia viene da Occupy
intervista di François Peverali

Le politiche dell’austerità servono a consolidare il potere costituito senza tuttavia risolvere la crisi del capitalismo. Un’intervista con l’antropologo statunitense autore di un saggio sul «Debito»
L’antropologo David Graeber ricorda con piacere il suo viaggio in Germania, per presentare l’edizione tedesca del suo libro sul Debito (tradotto in Italia dal Saggiatore con il titolo Debito. I primi 5000 anni, pp. 581, euro 23. Il volume è stato analizzato nel numero del settimale «Alias» allegato al «manifesto» del 31 marzo 2012): un’analisi critica del nesso di sudditanza tra debitori e creditori attraverso 5.000 anni di storia, e dei punti di rottura della sottomissione quando i debiti diventano insostenibili. In Germania, il libro ha trovato recensioni entusiaste perfino in un giornale conservatore come la Frankfurter Allgemeine Zeitung, e resta ai primi posti nelle classiche dele vendite come i bestseller. Forse proprio perché la Germania è il paese che più ha ideologizzato, in chiave rigorista, la sacralità dei vincoli del debito, c’è tanto interesse per chi mette in dubbio questa costruzione.

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SCAFFALI

L’anarchia di un antropologo

David Graeber è un docente di antropologia al Goldsmith College di Londa, che lo ha accolto dopo che la prestigiosa Yale non gli ha rinnovato il contratto nel 2005. Un mancato rinnovo che, il diretto interessato, ha imputato per le sue dichiarazioni sulla militanza anarchica e per la critica al capitalismo statunitense da lui svolta all’interno del suo settore disciplinare, l’antropologia. Autore di «Direct Action and Radical Social Theory», ha partecipato alle iniziative del movimento no-global. Recentemente è stato indicato come uno dei teorici più influenti nell’esperienza Occupy Wall Street. In Italia sono stati pubblicati, oltre a «Debito. I primi 500 anni» (Il saggiatore), «La rivoluzione che viene. Come ripartire dopo la fine del capitalismo» (Manni editore), «Critica della democrazia occidentale. Nuovi movimenti, crisi dello stato, democrazia diretta» (Eleuthera) e «Frammenti di antropologia anarchica» (Eleuthera). Il suo anarchismo non gli ha impedito di vedere nell’opera di Karl Marx uno degli strumenti più importanti per individuare «vie di fuga» dal capitalismo.


Quale democrazia?

Posted: settembre 21st, 2012 | Author: | Filed under: crisi sistemica, Révolution | No Comments »

di Etienne Balibar

Jürgen Habermas ha parlato alto e chiaro sulla situazione europea e le decisioni che essa esige nell’articolo scritto assieme all’economista Peter Bofinger – membro del Consiglio tedesco dei saggi – e all’ex ministro bavarese Julian Nida-Ruemielin, uscito sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung il 3 agosto scorso (in italiano su Repubblica del 4 agosto) con il titolo «Rifiutiamo una democrazia di facciata», nel quale prende di mira le allusioni di alcuni membri del governo sulla elezione a suffragio universale di un presidente dell’Europa per legittimare il patto di bilancio europeo.

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La perdita del desiderio rivoluzionario

Posted: settembre 20th, 2012 | Author: | Filed under: anthropos, donnewomenfemmes, Révolution | No Comments »

La memoria contro il rancore:
la sinistra del risentimento

di Ida Dominijanni

Perché nel linguaggio (anti)politico della sinistra e dei movimenti dilagano moralismo, vittimismo e legalitarismo, colpa e punizione? All’origine, dice Wendy Brown, c’è la perdita del desiderio rivoluzionario.

Wendy Brown, pensatrice politica americana di rilevanza riconosciuta anche nel miglior dibattito filosofico europeo, è nota alle lettrici e ai lettori del manifesto per i suoi contributi al giornale (da ultimo un’analisi di Occupy Wall Street, “Il ritorno della res publica”, il manifesto 11/11/2011), nonché per la sua brillante partecipazione, assieme a Judith Butler, al convegno su Sovranità, confini, vulnerabilità organizzato da chi scrive nel 2008 all’università Roma Tre (si vedano le pagine speciali sul manifesto del 25 marzo 2008). La sua spiccata capacità di interpretare il presente intrecciando l’analisi della cronaca con l’uso dei classici ne fa un punto di riferimento imprescindibile su un arco tematico che va dalla crisi delle forme e delle categorie politiche della modernità alle dinamiche della globalizzazione, dalla dissoluzione del soggetto sovrano alle modalità odierne della soggettivazione, dall’analisi del potere alla passione della libertà, dalla critica del neoliberalismo all’interrogazione sulla paralisi e la depressione della sinistra ex comunista.

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Tra postoperaismo e neoanarchia

Posted: settembre 19th, 2012 | Author: | Filed under: au-delà, Révolution | No Comments »

di Carlo Formenti

La storica frattura fra marxisti e anarchici, durata per un secolo e mezzo, sta per ricomporsi? Ancorché accomunate dall’obiettivo – la distruzione dello Stato borghese – le due correnti rivoluzionarie sembravano essersi irreversibilmente divise su come realizzarlo. Da qualche tempo, sostiene tuttavia David Graeber, uno dei più noti intellettuali libertari a livello mondiale, la distanza fra anarchici da un lato, autonomi, consigliaristi e situazionisti dall’altro, si è molto ridotta e, pur se i punti di vista restano diversi, è possibile che intrattengano un rapporto di complementarietà, più che di opposizione. Posto che le tre correnti chiamate in causa possano essere effettivamente riconosciute come rappresentanti ed eredi del marxismo rivoluzionario (molti non sarebbero d’accordo, ma qui, per semplicità, daremo per buono il punto di vista di Graeber), mi propongo di affrontare alcuni problemi sollevati dalla sua tesi. Prima, proverò a evidenziare gli elementi di convergenza fra gli anarchici e le altre componenti antagoniste, concentrando l’attenzione su quattro aree tematiche: critica delle tradizionali forme organizzative dei movimenti anticapitalistici; ruolo dell’immaginazione nel processo rivoluzionario; transizione alla società postcapitalista; uso della violenza per la realizzazione degli obiettivi rivoluzionari. Poi tenterò, al contrario, di evidenziare le differenze fra anarchici e postoperaisti che, a mio parere, consistono soprattutto nel ruolo strategico che il concetto di composizione di classe svolge nell’analisi teorica dei secondi. Infine, cercherò di mettere in luce le aporie in cui quest’analisi si è invischiata, e come tali aporie rischino di appiattire il discorso posto-peraista su quello anarchico.

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Damasio

Posted: settembre 15th, 2012 | Author: | Filed under: anthropos, epistemes & società, philosophia | No Comments »

Antonio Damasio, Il sé viene alla mente. La costruzione del cervello cosciente

di Giovanni Coppolino Billè

Gli interrogativi basilari del campo delle neuroscienze, a cui Damasio tenta di rispondere con le sue ipotesi in questo nuovo libro, sono sostanzialmente due: come fa il cervello a costruire una mente? E come fa il cervello a dotare quella mente di coscienza?

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