Red Stack Attack! Algorithms, Capital and the Automation of the Common

Posted: novembre 29th, 2014 | Author: | Filed under: au-delà, bio, crisi sistemica, Deleuze, digital conflict, epistemes & società, hacking, kunst, Marx oltre Marx, postcapitalismo cognitivo, postoperaismo | No Comments »

by TIZIANA TERRANOVA

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This essay is the outcome of a research process which involves a series of Italian institutions of autoformazione of post-autonomist inspiration (‘free’ universities engaged in grassroots organization of public seminars, conferences, workshops etc) and anglophone social networks of scholars and researchers engaging with digital media theory and practice officially affiliated with universities, journals and research centres, but also artists, activists, precarious knowledge workers and such likes. It refers to a workshop which took place in London in January 2014, hosted by the Digital Culture Unit at the Centre for Cultural Studies (Goldsmiths’ College, University of London). The workshop was the outcome of a process of reflection and organization that started with the Italian free university collective Uninomade 2.0 in early 2013 and continued across mailing lists and websites such as Euronomade, Effimera, Commonware, I quaderni di San Precario, and others. More than a traditional essay, then, it aims to be a synthetic but hopefully also inventive document which plunges into a distributed ‘social research network’ articulating a series of problems, theses and concerns at the crossing between political theory and research into science, technology and capitalism.

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[traduzione in italiano qui]


Didier Fassin: La politica sulla vita non fa ostaggi

Posted: novembre 24th, 2014 | Author: | Filed under: anthropos, au-delà, bio, epistemes & società, Foucault | No Comments »

di GISO AMENDOLA

bacon

La relazione tra vita e politica ha costituito, almeno dalla fine degli anni Ottanta in poi, il tema centrale del dibattito teorico-politico, e in particolare di quello italiano. Non a caso, la biopolitica è stata individuata come una sorta di marchio di fabbrica della cosiddetta Italian Theory. Proprio in Italia, però, si è spesso corso il rischio che la genericità di un termine come vita finisse per affogare in una pericolosa indistinzione l’intera questione della biopolitica. Si può dire, anzi, che la “vita” sia spesso servita, nel nostro dibattito teorico, per neutralizzare differenze e scelte politicamente impegnative: un bel richiamo a un genericissimo vivente, specie in una cultura come quella italiana nella quale vitalismi e idealismi si sono intrecciati con malfamati esiti politici, può in fondo sempre servire a scacciare dalla riflessione politica soggetti e conflitti reali, e a rimettere in circolo con il vestito nuovo metafisiche tradizionalissime. Ciò non toglie, però, che attraverso la biopolitica sono state nominate questioni serissime, e mal si reagirebbe agli abusi e alle genericità archiviando sia il termine che la questione.

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Giorgio Agamben, un vita libera finalmente

Posted: novembre 24th, 2014 | Author: | Filed under: anthropos, au-delà, bio, Deleuze, epistemes & società, Foucault, philosophia, post-filosofia | No Comments »

di Roberto Ciccarelli 24 novembre 2014

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Tra diritto pubblico e biopolitica, l’immanenza. Una lettura di “L’uso dei corpi” di Giorgio Agamben (Neri Pozza, 2014).

In pochi libri oggi c’è un’aria di scoperta. Può accadere leggendo L’uso dei corpi, ultima tappa del ciclo ventennale che Giorgio Agamben ha dedicato alla riflessione sull’Homo Sacer. Insieme a pochi altri, questo libro spiega perché oggi ciò che è da pensare è l’immanenza. Sulle tracce del filosofo francese Gilles Deleuze, che ne ha fornito un’originale ricostruzione, Agamben torna oggi su questi sentieri dove non mancano chiaroscuri e incroci problematici. In più Agamben arriva a spiegare il senso della sua indagine sul diritto pubblico (lo “Stato di eccezione”), sulla biopolitica (da lui declinata come potere “tanatopolitico” della razionalità occidentale).

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La crisi messa a valore

Posted: novembre 22nd, 2014 | Author: | Filed under: comune, comunismo, crisi sistemica, critica dell'economia politica, postcapitalismo cognitivo, postoperaismo, Révolution | No Comments »

La crisi messa a valore” – Materiali di preparazione per il seminario

on 20 Novembre 2014.

Un seminario di Commonware ed Effimera, ospitato da UniPop al Cs Cantiere di Milano

Sabato 29 e domencia 30 novembre

iris

[programma]


Soggettivazioni

Posted: novembre 22nd, 2014 | Author: | Filed under: comune, Deleuze, epistemes & società, Foucault, post-filosofia, posthumanism | No Comments »

di FEDERICO CHICCHI

Intervento sulla “produzione di soggettività” nell’incontro di autoformazione “Cartografia delle lotte”

Marx attack

Il soggetto come estimità del capitale

Non è per nulla facile costruire una riflessione sistematica sul soggetto. La soggettività è un concetto teorico a dir poco scivoloso, che scappa da tutte le parti quando provi a includerla in paradigma interpretativo.

Il soggetto (come la sua etimologia mostra chiaramente) è al contempo il risultato della presa dell’ordine simbolico sul bios, dell’azione del potere sull’individuo, e al contempo quell’elemento che rende strutturalmente insaturo quello stesso ordine e che bucandolo lo costringe ad un processo dinamico di continua trasformazione. Il capitalismo non è un cristallo.

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Giorgio Agamben, quando l’inoperosità è sovrana

Posted: novembre 19th, 2014 | Author: | Filed under: anthropos, au-delà, bio, philosophia, post-filosofia | No Comments »

di Toni Negri

«L’uso dei corpi» del filosofo italiano affronta il problema di una vita felice da conquistare politicamente. Ma dopo aver preso congedo dalle teorie marxiste e anarchiche sul potere, l’esito è uno spaesante sporgersi sul nulla.

È un gran libro meta­fi­sico, que­sto di Gior­gio Agam­ben che espli­ci­ta­mente con­clude la vicenda dell’Homo sacer (L’uso dei corpi, Neri Pozza Edi­tore, pp. 366, euro 18). Pro­prio per­ché meta­fi­sico è anche un libro poli­tico, che in molte sue pagine ci resti­tui­sce l’unico Agam­ben poli­tico che cono­sciamo (quando «poli­tica» signi­fica «fare» e non sem­pli­ce­mente stro­lo­gare sul domi­nio, alla maniera dei giu­ri­sti e degli ideo­logi), quello de La comu­nità che viene. Ma in senso inverso, rove­sciato. Il pro­blema è sem­pre quello di una vita felice da con­qui­stare poli­ti­ca­mente ma, dopo vent’anni, que­sta ricerca non con­clude né alla costru­zione di una comu­nità pos­si­bile né alla defi­ni­zione di una potenza – a meno di non con­si­de­rare tale la «potenza desti­tuente», auspi­cata in con­clu­sione della ricerca. In quella pro­spet­tiva, la feli­cità con­si­ste­rebbe nella sin­go­lare con­tem­pla­zione di una «forma di vita» che ricom­ponga zoé e bíos e d’altra parte nella disat­ti­va­zione della loro sepa­ra­zione, impo­sta dal dominio.

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Algoritmi del capitale 1-2

Posted: novembre 11th, 2014 | Author: | Filed under: au-delà, bio, comune, comunismo, crisi sistemica, critica dell'economia politica, digital conflict, epistemes & società, Foucault, Marx oltre Marx, postcapitalismo cognitivo, postoperaismo, Révolution | No Comments »

1) Il diagramma di flusso della libertà

di Andrea Fumagalli, 11.11.2014

Tempi presenti. Il volume collettivo «Gli algoritmi del capitale» affronta il nodo del rapporto degli esseri umani con le macchine all’interno della produzione di ricchezza e della comunicazione on-line. Una discussione a più voci a partire dal «manifesto per una politica accelerazionista».

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2) Dispositivi politici per rompere le maglie strette della Rete

di Benedetto Vecchi, 11.11.2014

Algoritmi del capitale. I social network e i Big Data sono da considerare gli esempi che meglio di altri illustrano le tendenze del capitalismo.

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Arte e rivoluzione

Posted: novembre 7th, 2014 | Author: | Filed under: arts, au-delà, kunst | No Comments »

Intervista a OMAR ROBERT HAMILTON (MOSIREEN COLLECTIVE) – di SARA MARCHESI e DUCCIO SCOTINI

N.1

“Abbiamo fiducia l’uno nella forza dell’altro. O l’abbiamo avuta. Ed eravamo forti, invincibili, una volta. Ora, più che mai, dobbiamo trovare quella forza, quella fiducia. Se avete mai colto la speranza in questa rivoluzione, se avete mai offerto una sigaretta a qualcuno durante una marcia, se siete mai tornati a casa con le idee che bruciavano più ardentemente del gas lacrimogeno nei vostri polmoni, allora è giunto il momento di ritrovare la fiducia. Non chiedetemi che cosa verrà dopo, perché onestamente non lo so. Non chiedetemi come trasformare il potere della strada in politica, perché vorrei davvero – più di ogni altra cosa – essere in grado di dirvelo. Queste due elementi, per loro natura, esistono in differenti universi.

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Cosa ha salvato la Cina dalla recessione? La spesa pubblica e le aziende di stato

Posted: novembre 6th, 2014 | Author: | Filed under: crisi sistemica, epistemes & società, Impero di Mezzo, postcapitalismo cognitivo | No Comments »

da Keynes blog

meditazione

Se c’è un paese che ha applicato politiche keynesiane per combattere la “Grande Recessione” iniziata nel 2008, quel paese è la Cina. Di più, lo ha fatto in maniera innovativa, attraverso la spesa in investimento delle aziende pubbliche. E’ questa, in sintesi, la tesi di due studiosi, Yi Wen e Jing Wu, in un recentissimo paper pubblicato dalla Federal Reserve di St. Louis e intitolato “Withstanding Great Recession like China” (resistere alla grande recessione come la Cina).

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Tra politica ed etica: la questione della soggettivazione

Posted: novembre 3rd, 2014 | Author: | Filed under: au-delà, Deleuze, epistemes & società, Foucault, post-filosofia | No Comments »

di JUDITH REVEL

Versione italiana della conferenza presentata a Yale il 17 giugno nell’ambito del convegno internazionale “Michel Foucault: after 1984″ – Yale University, Whitney Center for Humanities, 17-18 ottobre 2014″

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Prendendo alla lettera l’intitolato di questo convegno, ho provato a riflettere su cosa avesse cambiato nella mia ricezione di Foucault negli ultimi anni – o per dirlo più direttamente, sulla differenza tra l’approccio al pensiero foucaultiano che esisteva quando ho cominciato ad avvicinarmi a Foucault, alla fine degli anni 1980, e il modo in cui mi sembra si possa – o si debba – lavorare oggi. È una banalità, probabilmente, ma lo sottolineo : la pubblicazione dei Dits et écrits, e successivamente l’impresa di edizione, ormai quasi compiuta, dei corsi al Collège de France, hanno radicalmente spostato, completato e a volte corretto molti degli assi di lettura di cui disponevamo. Ora uno degli assi di lettura, o se volete di problematizzazione, più importanti che è stato modificato in quel modo, mi sembra quello che articola insieme l’analitica dei poteri che segna la ricerca di Foucault negli anni 1970, e la dimensione etica che emerge nel suo pensiero nei primi anni 1980. È al modo in cui ciò avviene che vorrei tornare oggi, cercando di evidenziare quanto la nozione di soggettivazione sia stata fondamentale nel costruire il passaggio tra politica ed etica, fino ad evidenziare – sarà la mia ipotesi – la dimensione politica dell’etica, vale a dire anche l’etica intesa come prolungamento della politica e non come “ripiegamento” dalla politica.

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