Urban Revolution

Posted: aprile 30th, 2012 | Author: | Filed under: anthropos, Révolution | No Comments »

Autore: Rivlin-Nadler, Max

Lunga intervista a David Harvey sui temi del suo ultimo libro Città Ribelli, di prossima pubblicazione in Italia. Dalla Comune di Parigi a Occupy Wall Street. Salon, 29 aprile 2012

Titolo originale: Urban revolution is coming – Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini

Dalla Parigi del 1871 alla Praga del 1968 al Cairo nel 2011, per finire con le vie di New York, le città sono da lungo tempo il terreno di coltura dei movimenti radicali. Nel corso del tempo le proteste urbane nascono da una infinità di spunti diversi, dalla disoccupazione alla fame, alla privatizzazione alla corruzione. Ma c’entra forse anche la stessa geografia delle città? Una questione particolarmente accesa questa settimana, mentre il movimento Occupy si prepara a una serie di grandi manifestazioni in tante città del paese per il Primo Maggio.

Il geografo e sociologo David Harvey, professore di antropologia al Graduate Center della City University di New York, uno dei venti studiosi in campo umanistico più citati di tutti i tempi, ha passato un’intera vita a studiare il modo in cui si organizzano le città, e poi cosa vi accade. Il suo nuovo libro Rebel Cities: From the Right to the City to the Urban Revolution, esamina in profondità gli effetti delle politiche finanziarie liberiste sulla vita urbana, il paralizzante debito dei ceti medi e a basso reddito d’America, la devastazione dello spazio pubblico per tutti i cittadini operata da uno sviluppo sfuggito al controllo.

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Animal Spirit – A Bestiary of the Commons

Posted: aprile 29th, 2012 | Author: | Filed under: au-delà, comune, Marx oltre Marx, Révolution | No Comments »

di Matteo Pasquinelli

Introduction

What constitutes the common? While I was exploring the dark sides
of digital commons and culture industry, the awakening of the animal
spirits of the financial crisis during 2008 became in fact the horizon of
the political debate. The idea of investigating the animal spirits of the
commons was actually conceived a few years earlier, when the global
mediascape following stock indexes were fed by the pornography of
war terrorism. Yet the irrational fears and forces struggling behind
media
networks were never illuminated by critical thinkers and political
activists or, more specifically, considered as a productive component
of economic flows. John Maynard Keynes once defined ‘animal spirits’
as precisely those unpredictable human drives that influence stock
markets and push economic cycles.1 Similarly, in his recent work, Paolo
Virno has underlined how all institutions (from the nation-state to contemporary
digital networks) represent an extension of the aggressive
instincts of humankind.2 In this reading, language and culture form the
basis of the common (networking), but also new fields of antagonism and
chaos (notworking).3

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Manifesto Urban Cannibalism


Tra Foucault e Tommaso (Müntzer): una replica ad Asor Rosa

Posted: aprile 28th, 2012 | Author: | Filed under: comune, Marx oltre Marx, Révolution | No Comments »

di MARCO ASSENNATO

Alberto Asor Rosa ha dedicato un lungo articolo – sul Il manifesto del 27 aprile – di critica al “Manifesto per un soggetto politico nuovo”, che già aveva suscitato un’accesa discussione sulle pagine dello stesso quotidiano. Franchezza per franchezza: non è tanto sulla valutazione da darsi dell’ipotesi di fondare un nuovo partito – sulla scorta del manifestino dei beni comuni – che trovo interessante porre questioni. Non saprei dire, infatti, se mi preoccupa di più il contenuto di quella proposta politica o il contenuto delle repliche polemiche che ha suscitato. Mi interessa invece, e m’interroga, l’arco di argomentazioni che Asor pone per giustificare la sua critica, poiché mi pare coincidere con altre e sempre più diffuse “pose” argomentative sulla sinistra italiana. La passione dello storico chiama Asor Rosa a rammentarci per intero la raccomandazione di Gramsci sull’ottimismo della volontà e il pessimismo della ragione: un modo per dire che non s’ha bisogno, per trasformare il mondo, di “ridicoli fantasticatori” pronti ad esaltarsi ad ogni sciocchezza o deprimersi di fronte all’orrore, quanto piuttosto “d’uomini sobri, pazienti” capaci d’una analisi realistica dei contesti e d’una azione all’altezza del tempo dato. Ecco. Sempre più spesso (e me ne sfugge la ragione) in Italia si ragiona iniziando così, quando s’affronta il nodo politica istituzionale – movimenti. Penso ad esempio a molti e differenti articoli apparsi su Alfabeta2, insomma all’impostazione complessiva di quel dibattito, come ad alcuni accenti della discussione sul manifesto. Sempre così inizia il ragionamento: vi sarebbe da una parte la nebulosa degli “esaltati”, “sognatori” – a volte definiti persino “saturnini” – e dall’altra quella degli “uomini sobri”, “realistici”, “pragmatici”. D’un lato lo svolazzo ideologico, dall’altro la paziente ricostruzione di fatti e situazioni concrete. Poi, questi due tipi, vengono pian piano lasciati scivolare sino a sovrapporsi da una parte sui “movimentisti” che tutto criticano ma nulla cambiano e d’altro canto su chi si pone – certo realisticamente! – il problema del partito, della rappresentanza e delle elezioni. In modo più o meno esplicito – qui Asor Rosa ha il merito di non nascondersi dietro a un dito e nominare oltre al peccato, anche il peccatore – l’ideologo dei primi sarebbe Toni Negri (insieme a Michael Hardt) e l’ideologia in questione starebbe dentro alla parola “comune”, alla quale viene appiccicata una presunta matrice tomistica o teologico-cristiana. Adesso: su pragmatici e sognatori vorrei muovere qualche perplessità; e sulla coincidenza tra “beni comuni” e “comune” qualche altra, come del resto sulla presenza e sul ruolo effettivi di Toni Negri e Michael Hardt (che potranno certo smentire) alla regia della proposta di costituzione di un nuovo partito politico mossa da Ugo Mattei, Marco Revelli e altri.

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URSS, il continente scomparso

Posted: aprile 26th, 2012 | Author: | Filed under: crisi sistemica, Révolution | No Comments »

di Mario Tronti

Dal capitalismo al socialismo e ritorno. «L’esperimento profano» di Rita Di Leo ripercorre controcorrente il fiume di una storia rimossa, che illumina lo scontro di oggi fra politica ed economia
Siamo malati di anniversari. Se non ci fossero, per i giornali, bisognerebbe inventarli. E infatti spesso se ne inventano. E altrettanto spesso se ne nascondono. E’ passato tutto intero il 2011 e nessuno, o quasi, si è ricordato che, esattamente vent’anni prima, era accaduto quell’evento che si chiama «fine dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche”. Si può non avere simpatia per il presidente Putin e in effetti non ne suscita in gran quantità, ma ha detto almeno una volta la cosa essenziale e cioè che la caduta dell’Urss è stata la più grande catastrofe geopolitica del Novecento. Le futili vicende che abbiamo vissuto da allora, mascherate da improbabili accadimenti epocali, ce lo confermano. Ecco un libro che ci riporta, saltando indietro nel tempo che conta, a una vicenda, «un esperimento», si dice, che ha fatto storia e che non a caso alla sua conclusione ha fatto parlare di fine della Storia. Sto parlando di Rita di Leo, L’esperimento profano, sottotitolo eloquente Dal capitalismo al socialismo e viceversa, Ediesse, Citoyens, Roma 2012.

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“In colpa di fronte al Dio-Capitale”

Posted: aprile 21st, 2012 | Author: | Filed under: critica dell'economia politica, Marx oltre Marx, postcapitalismo cognitivo | No Comments »

Su LA FABBRICA DELL’UOMO INDEBITATO di Maurizio Lazzarato

Tra debito e credito passa una relazione politica, non solo economica. Che attraversa e unifica tutto il campo sociale.

ALIAS – il manifesto

1) [prima pagina]
2) [seconda pagina]
3) [terza pagina]
4) [quarta pagina]

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HACKING NETCULTURE E SABOTAGGIO

Posted: aprile 20th, 2012 | Author: | Filed under: hacking, vita quotidiana | 1 Comment »

di Arturo di Corinto per “Come si fa” di Franco Bifo Berardi (Manni Editore)

Autorevolezza contro autorità, competenza contro gerarchie, libertà contro controllo

All’inizio c’era l’attivismo.
Diverso dalla militanza nei partiti e nelle associazioni, l’activism è l’azione diretta dei movimenti di base per denunciare un torto, contestare una scelta politica e dare voce alla protesta sociale su questioni specifiche. Poi è venuto l’hack-tivism, l’attivismo al computer, l’azione diretta in rete con tecniche da hacker, e dopo ancora il media-attivismo, l’uso consapevole e critico di telecamere, televisioni di strada e web-tv autogestite. Oggi va di moda l’attivismo 2.0: giovani e meno giovani hanno abbracciato i social media (il web 2.0) per promuovere campagne sociali e fare attivismo oltre le forme tradizionali degli scioperi, delle occupazioni, dei boicottaggi, dei cortei e delle petizioni virtuali.

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Gli economisti sul libro paga della finanza

Posted: aprile 17th, 2012 | Author: | Filed under: crisi sistemica, critica dell'economia politica | No Comments »

Editoriali, trasmissioni mattutine alla radio, palcoscenici televisivi: in piena campagna per le presidenziali, un pugno di economisti si spartisce l’intero spazio della comunicazione e delimita il terreno delle possibilità in campo. Presentati come accademici, incarnano il rigore tecnico nel mezzo della mischia ideologica. Ma se di questi “esperti” fossero note anche le altre attività, le loro analisi risulterebbero altrettanto credibili?

di Renaud Lambert

Si chiama «effetto Dracula»: allo stesso modo del celebre vampiro dei Carpazi, gli accordi illegittimi non possono resistere all’esposizione alla luce. Così, nel 1998, la scoperta del Multilateral agreement on investment (Mai), negoziato di nascosto allo scopo di accentuare la liberalizzazione dell’economia, ha determinato la sua disintegrazione. Questa volta, la controversia riguarda invece la collusione tra economisti e istituzioni finanziarie.

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Scacco (matto?)

Posted: aprile 14th, 2012 | Author: | Filed under: crisi sistemica, postcapitalismo cognitivo, Révolution | No Comments »

di Franco Berardi Bifo

Il pensiero politico contemporaneo manca del senso del tragico, e si sforza di interpretare la realtà in base a categorie discorsive che non riescono ad agire sugli automatismi tecnici, linguistici, finanziari, e psichici che sempre più spesso conducono al suicidio: il suicidio collettivo della devastazione ambientale, e il suicidio individuale che inghiotte un numero crescente di vite umane. Occorre invece comprendere la tragedia e parlare il suo linguaggio, se si vuole entrare in sintonia con la mutazione profonda che sta attraversando la società. E se si vuole cercare, ammesso che esista, una via d’uscita dall’abisso cui il capitalismo ha destinato la storia dell’umanità.

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The neoliberal crisis

Posted: aprile 14th, 2012 | Author: | Filed under: crisi sistemica | No Comments »

Viaggio in Europa/Londra

La crisi vista dal muro della City

Perché la Grande Recessione non ha prodotto il rigetto dell’ideologia e delle pratiche che l’hanno causata? Le riflessioni nell’e-book “The neoliberal crisis”, di Stuard Hall, Michael Rustin, John Clarke e Doreen Massey

What is this crisis? è la questione posta dall’ebook The Neoliberal Crisis nel quale Stuard Hall, Michael Rustin, John Clarke e Doreen Massey, collaboratori della rivista Soundings, indagano il ruolo materiale e culturale svolto dalla neoliberal revolution nella trasformazione della società inglese e ricercano le cause dell’attuale crisi e le prospettive politiche che ne possono derivare. Per quanto l’attenzione sia rivolta alla realtà britannica, le loro riflessioni hanno un interesse più generale, tenuto conto dell’importanza che ha avuto il thatcherismo e il suo prolungamento nel blairismo e nell’attuale cameronismo nel pensiero e nell’azione politica dell’ultimo trentennio.

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Hardt – Holloway

Posted: aprile 12th, 2012 | Author: | Filed under: Révolution | No Comments »

Creating Common Wealth and Cracking Capitalism. A Cross-Reading

Autor(es): Hardt, Michael – Holloway, John

Hardt, Michael Hardt, Michael . Nació en Washington DC en 1960, es un filósofo político y crítico literario, actualmente establecido en la Duke University, Carolina del Norte. Luego de su graduación en ingeniería, comenzó a trabajar para compañías de energía solar en América Latina, pensando que suministrar fuentes de energía alternativa a los países del tercer mundo era la mejor manera de activar políticamente. Finalmente, luego de trabajar para varias ONG en América Central, decidió volver a los EE.UU. y dedicarse a estudiar las posibilidades de cambios sociales y políticos fundamentales en su propio país. En 1990 se doctoró en literatura comparada en la Universidad de Washington. Sus obras más famosas son “Imperio” (2000) y “Multitud: guerra y democracia en la era del imperio” (2004), fueron escritas en colaboración con Antonio Negri. En el 2009 a estas obras se sumará la tercera parte de la trilogía, titulada “Commonwealth”. Michael Hardt es también autor de “Gilles Deleuze: an Apprenticeship in Philosophy” (1993) y “Labor of Dionysus: A Critique of the State Form” (también escrita en colaboración con Antonio Negri, 1994), “Radical Thought in Italy (coeditada con Paolo Virno, 1996), y “The Jameson Reader” (con Kathi Weeks, 2000).
Holloway, JohnHolloway, John. Nació en Dublín, Irlanda. Es abogado, doctor en Ciencias Políticas, egresado de la Universidad de Edimburgo y diplomado en altos estudios europeos en el Collège d’Europe. Es profesor e investigador del Instituto de Ciencias Sociales y Humanidades de la Benemérita Universidad Autónoma de Puebla, México. En la Argentina, con Ediciones Herramienta, ha publicado como autor: Cambiar el mundo sin tomar el poder (2002); Keynesianismo: una peligrosa ilusión (2003); Contra y más allá del capital (2006). Como compilador o coautor: Clase ˜= lucha (2004); Marxismo abierto (2 volúmenes, 2005 y 2007); Negatividad y revolución (2007); Zapatismo (2008); Pensar a contrapelo (2010). Varios de sus libros han sido publicados en inglés, francés, portugués, alemán, italiano, turco, neerlandés, griego, sueco, esloveno, danés, coreano, japonés, polaco y búlgaro. En América Latina existen ediciones en Bolivia, Brasil, México y Venezuela. Chile y Perú tienen obras en preparación. En el Estado Español se suman las Ediciones de Intervención Cultural, de Barcelona. Actualmente, se encuentra en preparación una selección de sus obras dirigidas por el autor y a cargo de Ediciones Capital Intelectual de Buenos Aires.

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