Cosa ha salvato la Cina dalla recessione? La spesa pubblica e le aziende di stato

Posted: novembre 6th, 2014 | Author: | Filed under: crisi sistemica, epistemes & società, Impero di Mezzo, postcapitalismo cognitivo | No Comments »

da Keynes blog

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Se c’è un paese che ha applicato politiche keynesiane per combattere la “Grande Recessione” iniziata nel 2008, quel paese è la Cina. Di più, lo ha fatto in maniera innovativa, attraverso la spesa in investimento delle aziende pubbliche. E’ questa, in sintesi, la tesi di due studiosi, Yi Wen e Jing Wu, in un recentissimo paper pubblicato dalla Federal Reserve di St. Louis e intitolato “Withstanding Great Recession like China” (resistere alla grande recessione come la Cina).

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Osservatorio Cina

Posted: marzo 1st, 2014 | Author: | Filed under: General, Global, Impero di Mezzo | No Comments »

Questo ebook è frutto della collaborazione tra la sinologa Angela Pascucci e la redazione di Globalproject ed è la raccolta ragionata di una serie di articoli attorno all’impetuoso ergersi della Cina, quale nuova potenza egemone nell’area del Pacifico, che sono già stati presentati sulle nostre pagine.

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La raccolta organica degli articoli ha il pregio di offrire una chiave di lettura, un filo interpretativo degli eventi che si sono dipanati lungo questo anno che la Cina, col suo protagonismo, ha segnato in modo inequivocabile. Si parte dagli scenari post-congresso del Partito Comunista Cinese per arrivare fino al Terzo Plenum per capire le mosse interne all’apparato di potere. I contributi proposti aprono degli squarci per approfondire le contraddizioni sociali dalla questione ambientale all’accesso alla rete, le migrazioni interne e le condizioni lavorative. Senza dimenticare gli scenari dell’area e internazionali in cui la Cina gioca un ruolo sempre più importante e la “relazione pericolosa” con gli Usa. Ringraziamo la disponibilità di Angela e il prezioso lavoro di Riccardo. Angela Pascucci ha editato recentemente “Potere e società in Cina”

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Wang Hui

Posted: luglio 4th, 2013 | Author: | Filed under: comunismo, crisi sistemica, epistemes & società, Impero di Mezzo | No Comments »

Ripartire dalla Costituzione. Intervista a Wang Hui di Simone Pieranni

Il concetto di euguaglianza alla luce delle diversità, le conseguenze cinesi del caso Snowden, il modello economico, l’urbanizzazione, il problema delle terre e delle imprese di stato. Una conversazione sull’attualità con Wang Hui, professore di lettere e rispettato intellettuale. Un punto di riferimento della Nuova Sinistra.

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Wang Hui, professore alla Tsinghua University di Pechino, è uno tra gli intellettuali più originali in Cina e sicuramente è tra i più conosciuti in Italia. Alcune delle sue opere sono state tradotte in italiano dalla Manifestolibri (Il nuovo ordine cinese, 2006, La questione tibetana tra est e ovest, 2011), alcuni suoi articoli sono comparsi sulle pagine de il manifesto o quelle di Alias. La conoscenza di Wang Hui e della sua opera in Italia deve molto ad Angela Pascucci che proprio su il manifesto ha spesso ospitato e ripreso le riflessioni dell’intellettuale cinese, contribuendo e non poco al dibattito politico sulla Cina anche in Italia, partendo da posizioni originali, complesse e non stereotipate (al contrario di come spesso la Cina viene invece trattata dai media).

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(Si veda inoltre: POTERE E SOCIETA’ IN CINA di Angela Pascucci)


I NUOVI GRANDI DELL’ECONOMIA MONDIALE

Posted: novembre 17th, 2012 | Author: | Filed under: crisi sistemica, Impero di Mezzo | No Comments »

Cina, India, Brasile e Russia sono diventate potenze industriali. Una mappa di come cambia la produzione internazionale, il lavoro, la finanza, le politiche dei governi e gli equilibri internazionali negli anni della grande crisi.

[e-book]


Giovanni Arrighi

Posted: agosto 14th, 2012 | Author: | Filed under: crisi sistemica, critica dell'economia politica, Impero di Mezzo | No Comments »

Interview conducted and transcribed by
Kevan Harris
Princeton University

Giovanni Arrighi (1937-2009) spent his life thinking and writing about what he saw on his well-traveled
path: liberation movements in Africa, worker rebellion in Italy, global inequality between North and South, the military and financial limits of US power, and the economic rise of China. In his many articles and books, including an unplanned trilogy on the origins and workings of global capitalism, Arrighi grappled with the complexities of history and the limitations of existing economic and political theories. This rethinking was fully on display in his final book, Adam Smith in Beijing: Lineages of the Twenty-First Century. Although I interviewed Arrighi on May 18, 2008, several months before the financial meltdown in global markets, his prescient statements are relevant for the crises we face today. Arrighi passed away in June 2009. His scholarly and intellectual tradition continues on at the Giovanni Arrighi Center for Global Studies at The Johns Hopkins University.

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Tragedies of Globalization: The Truth Behind Electronics Sweatshops

Posted: gennaio 3rd, 2012 | Author: | Filed under: Impero di Mezzo | No Comments »

Preface

On May 20, 2011 an explosion in the Foxconn Chengdu factory resulted in three deaths and sixteen injuries. During the past ten years of investigations conducted by China Labor Watch, similar tragedies have been periodically recorded in many of China’s factories. While hazardous working conditions are a concern across all of China’s labor-intensive industries, in fact, the problems facing China’s labor force are more numerous and systemic.

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IL DOMINIO DELL’ARMONIA

Posted: ottobre 23rd, 2011 | Author: | Filed under: Impero di Mezzo | No Comments »

di Beppe Caccia

Una combinazione di filosofia confuciana, ideologia nazionalista e liberismo e che si propone come modello produttivo, sociale e politico per una economia mondiale in crisi. Ma nella vorticosa transizione cinese si sono manifestate forme diffuse di resistenza e insubordinazione sociale. Da oggi a Venezia un seminario internazionale dedicato ai «Paradossi cinesi».

Yongshun Cai, a partire da una dettagliata analisi quantitativa e dai dati raccolti sul campo nell’arco dell’ultimo decennio, offre un’immagine inedita del rapporto tra «economia di transizione» e capillare diffusione dei conflitti sociali nella Cina contemporanea. Solo per restare alle nude cifre, quelle che il sociologo di Hong Kong classifica come «azioni collettive» di protesta sono passate dalle undicimila del 1995 alle oltre ottantasettemila nel solo anno 2005. Le cause sono note: velocità, intensità e costi sociali particolarmente elevati dello sviluppo produttivo, vaste dimensioni della forzata urbanizzazione di una quota crescente della forza lavoro, profondità sradicante del processo di ristrutturazione urbana nelle aree metropolitane. E, aggiunge Cai, la fragilità dei meccanismi formalizzati di risoluzione dei conflitti, a partire dall’inaffidabilità del sistema legale e giudiziario.

[…]

SCAFFALE
L’azione diffusa di un pensiero critico

Qualche indicazione bibliografica sulle letture che fanno da sfondo alla discussione seminariale sui «paradossi cinesi»: «Adam Smith a Pechino. Genealogie del ventunesimo secolo» di Giovanni Arrighi (Feltrinelli); «Il nuovo ordine cinese» di Wang Hui (Manifestolibri 2006); dello stesso autore «The End of the Revolution. China and the Limits of Modernity» (Verso); «Collective Resistance in China. Why Popular Protests Succeed or Fail» di Yongshun Cai (Stanford University Press); « The Rise of China and the Demise of the Capitalist World Economy» di Minqi Li (Monthly Review Press); «Made in China: Women Factory Workers in a Global Workplace» di Pun Ngai (Duke and Hong Kong University Press); «Asian Biotech: Ethics and Communities of Fate» di Nancy N. Chen e Aihwa Ong, (Duke UP); «La testa del drago. Lavoro cognitivo ed economia della conoscenza in Cina, con saggio di Andrew Ross, Yu Zhou, Aihwa Ong, Xiang Biao, Ching Kwan Lee (a cura di Gigi Roggero, Ombre corte); « Il tallone del drago. Lavoro cognitivo, capitale globalizzato e conflitti in Cina» di Paolo Do (DeriveApprodi).