Ferguson

Posted: agosto 26th, 2014 | Author: | Filed under: anthropos, Black Power, comune, crisi sistemica, epistemes & società, racisme, U$A | No Comments »

Ferguson où la persistance de la question raciale sous l’ère « post raciale » d’un président noir

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A Ferguson (Missouri) aux Etats-Unis, ville peuplée à 70 % de Noirs, le meurtre de sang froid de Michael Brown, un jeune Afro-Américain de 18 ans par un policier, est à l’origine d’une vague de protestations populaires à laquelle le régime raciste étasunien répond comme d’habitude par encore plus de violence. Une tentative de pacification de niveau quasi militaire est à l’œuvre: envoi de la garde nationale, attirail anti émeutes sophistiqué, usage massif de gaz.

Les images de répression brutale des populations des ghettos nous disent qu’il faut bien plus que l’élection d’un président noir pour bouleverser le racisme structurel profondément enraciné dans les soubassements du système impérialiste.

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Stati di minima utopia

Posted: febbraio 26th, 2014 | Author: | Filed under: anthropos, au-delà, bio, epistemes & società, racisme, Révolution, sud, vita quotidiana | No Comments »

di Vando Borghi

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Arjun Appadurai. Nel nuovo libro «Il futuro come fatto culturale. Saggi sulla condizione globale», pubblicato da Raffaello Cortina, l’antropologo indiano mette a tema le forme politiche alternative ai modelli dominanti, a partire dall’esperienza dei movimenti sociali urbani di Mumbai.

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Decolonizzare la cultura. Razza, sapere e potere: genealogie e resistenze

Posted: ottobre 9th, 2013 | Author: | Filed under: anthropos, bio, epistemes & società, racisme | No Comments »

Intervista a L. Franceschini autore del volume “Decolonizzare la cultura. Razza, sapere e potere: genealogie e resistenze” a cura di F. Della Sala.

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F. Della Sala: Ci troviamo qui con Leonardo Franceschini per presentare il suo libro dal titolo “Decolonizzare la cultura. Razza, sapere e potere: genealogie e resistenze“. Come da titolo, il saggio propone di analizzare il concetto e le forme del razzismo attraverso un dettagliato percorso storico e filosofico. Prima di affrontare i temi trattati nello scritto, è bene comprendere le motivazioni che hanno portato alla sua stesura. Oggi il problema del razzismo viene trattato con urgenza dai media, dalla politica ma anche gli stessi intellettuali, filosofi e letterati che hanno denunciato a più riprese il fenomeno. E’ però interessante notare come, malgrado ciò, sembra che il Suo lavoro metta in discussione queste posizioni, in quanto solo apparentemente critiche. Anzi, nella conferenza da Lei tenuta a Barcellona dichiara apertamente che le campagne antirazziste dei media e della politica sono in realtà limitanti, in quanto solo “una delocalizzazione epistemica” può realmente produrre risultati concreti nella lotta contro il fenomeno del razzismo. Per riassumere, la sua posizione è dunque apertamente critica nei confronti del razzismo, ma anche profondamente scettica verso l’atteggiamento antirazzista sino ad oggi proposto. Partendo da simili premesse, quali sono state le motivazioni che hanno portato alla stesura di questo libro che, in tal senso, pretende di far maggior luce sul fenomeno razzista anche in quelle zone d’ombra spesso dimenticate da giornalisti, politici ed intellettuali?

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qui la seconda parte dell’intervista


L’intero pianeta è sotto scacco

Posted: ottobre 5th, 2013 | Author: | Filed under: 99%, anthropos, BCE, comune, crisi sistemica, epistemes & società, Global, racisme | 4 Comments »

di Susan George

Un intervento della sociologa americana, ospite al festival Internazionale di Ferrara. Le «autorità illegittime» dell’Europa sono le imprese transnazionali: come un governo ombra, agiscono attraverso le lobby e gli oscuri comitati di esperti, decidendo tutto ciò che riguarda la nostra vita quotidiana
Se avete a cuore il vostro cibo, la vostra salute e la sicurezza finanziaria vostra e quella della vostra famiglia, le tasse che pagate, lo stato del pianeta e della stessa democrazia, vi è un importante cambiamento politico di cui dovete essere consapevoli.

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Io chiamo questo cambiamento la «ascesa di autorità illegittima». Il governo di rappresentanti chiaramente identificabili e democraticamente eletti viene gradualmente soppiantato da un nuovo governo ombra in cui enormi imprese transnazionali (Tnc) sono onnipresenti e stanno prendendo di più in più decisioni che riguardano tutta la nostra vita quotidiana.
Essi possono agire attraverso le lobby o oscuri «comitati di esperti»; attraverso organismi ad hoc che ottengono un riconoscimento ufficiale; talvolta, attraverso accordi negoziati in segreto e preparati con cura da executive delle imprese al più alto livello. Lavorano a livello nazionale, europeo e sovranazionale, ma anche all’interno delle stesse Nazioni Unite, da una dozzina di anni nuovo campo di azione per le attività delle corporate. Non si tratta di una sorta di teoria paranoica della cospirazione: i segni sono tutti intorno a noi, ma per il cittadino medio sono difficili da riconoscere. Noi continuiamo a credere, almeno in Europa, di vivere in un sistema democratico.

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J.-P. Sartre: sulla tortura

Posted: aprile 7th, 2012 | Author: | Filed under: anthropos, racisme, Révolution | No Comments »

Nel 1943, in via Lauriston, erano dei francesi a gridare d’angoscia e di dolore.
La Francia intera li udiva. L’esito della guerra non era certo, e non si voleva neppure pensare al futuro; ma una sola cosa ci pareva comunque impossibile: che si sarebbero fatti urlare altri uomini, un giorno, in nostro nome.

Ma impossibile non è francese: nel 1958, ad Algeri, si tortura abitualmente, sistematicamente; tutti lo sanno, da Lacoste ai contadini dell’Aveyron. Nessuno ne parla, o quasi: fili di voce si estinguono, nel silenzio. La Francia non era più muta di oggi sotto l’occupazione; ma aveva almeno la scusa di essere imbavagliata. All’estero, il caso nostro è già giudicato: la Francia continua a degradarsi: dal ’39 secondo alcuni, dal ’18 secondo altri.
Io non credo però così facilmente alla degradazione di un popolo; credo ai suoi marasmi e alle sue ottusità. Durante la guerra, quando la radio inglese o la stampa clandestina ci parlavano dei massacri di Ouradour, guardavamo i soldati tedeschi che passeggiavano per le vie con aria innocua, e ci capitava di osservare tra noi: “Eppure sono uomini che ci rassomigliano: come possono fare quello che fanno?” Eravamo fieri di noi, perché riuscivamo a non capirli.

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Frantz Fanon

Posted: ottobre 7th, 2011 | Author: | Filed under: anthropos, racisme | No Comments »

Cancellati nella tela del potere

di Miguel Mellino

Una riflessione sull’opera del teorico militante a partire dalla pubblicazione degli scritti psichiatrici. Testi fondamentali per le successive elaborazioni contenute nei «Dannati della Terra», nei quali il disagio mentale dei colonizzati può essere affrontato dal punto di vista clinico, ma svelando anche le condizioni di illibertà imposte dal colonialismo.

A cinquanta anni dalla morte di Frantz Fanon escono in Italia alcuni dei suoi più importanti scritti psichiatrici. È la casa editrice ombre corte a proporci questa suggestiva raccolta: Decolonizzare la follia, a cura di Roberto Beneduce – direttore del Centro Frantz Fanon di Torino – e corredata da un suo ampio e interessante saggio introduttivo. Si tratta di un testo che mancava, dal momento che ci consente di conoscere meglio uno dei lati paradossalmente meno approfonditi della vita e del pensiero di Fanon: quello legato alla sua attività di psichiatra. Come ci ricordano David Macey e Alice Cherki, autori delle migliori biografie di Fanon in circolazione, è difficile capire il suo percorso teorico-politico – la genesi del suo umanesimo anticoloniale e militante – senza collocare sullo sfondo della sua opera anche l’esperienza di psichiatra, sia nella Francia metropolitana che nell’Algeria e Tunisia coloniali.

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Zizek

Posted: agosto 27th, 2011 | Author: | Filed under: racisme | No Comments »

Le radici dell’odio e della convivenza

di Slavoj Žižek

Nell’autogiustificazione ideologica di Anders Behring Breivik e nelle reazioni ai suoi atti criminali ci sono cose che dovrebbero farci riflettere. Il manifesto di questo “cacciatore di marxisti” cristiano che in Norvegia ha ucciso più di 70 persone non è il vaneggiamento di un folle, è una lucida esposizione della “crisi europea” che (più o meno) implicitamente è alla radice del crescente movimento populista contro gli immigrati, e le sue stesse incoerenze sono sintomatiche delle contraddizioni interne di questo movimento.

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