INDY

Posted: maggio 31st, 2012 | Author: | Filed under: arts, au-delà, Révolution, vita quotidiana | No Comments »

INDY

venerdì 1, sabato 2 e domenica 3 giugno saremo a Indy – Fiera dei Gusti Non omologati al Brancaleone di Roma.

Sabato alle ore 17 Franco Berardi Bifo e Carlo Formenti presentano la collana Sollevazioni
con i titoli La sollevazione di Bifo, La rivoluzione che viene di David Graeber e Come si fa. Tecniche e prospettive di rivoluzione a cura di Bifo e Valerio Monteventi

ROMA – 1,2,3 giugno
CS Brancaleone – via Levanna 13
www.indyarea.org

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INDY – FIERA DEI GUSTI NON OMOLOGATI
ROMA – 1,2,3 giugno
CS Brancaleone – via Levanna 13

Editori, etichette musicali, produttori cinematografici, vignaioli e birrai: quando gli indipendenti fanno la differenza

Libri, cinema, musica, vini e birre. Indy è una fiera del gusto non omologato che raccoglie produttori indipendenti: editori, produzioni cinematografiche e musicali, vignaioli e birrai. Tre giorni per mettere a confronto le esperienze di settori diversi eppure accomunati dallo stesso problema: la pressione dei monopoli e della grande distribuzione, che cancella le differenze e impone la stessa uniformità di gusto.

Indy è una fiera che rifiuta queste regole e questa standardizzazione: rivendica il diritto alla differenza. Una differenza che traduce in un libro, in un vino, in una birra, in un film o in un brano musicale la cultura e la sapienza di chi li produce.

Per approfondire: vai al manifesto politico-culturale di INDY

Articolata su 3 giorni, da venerdì pomeriggio a domenica sera (1, 2, 3 giugno), Indy prevede la presenza diretta dei produttori – ai quali sarà destinato uno spazio espositivo dedicato –, che potranno mostrare, raccontare e vendere i loro prodotti. Entrando al festival, vi verrà consegnato un bicchiere in vetro per degustare i prodotti di vignaioli e birrifici artigianali. A ciascun produttore è consentita la vendita al dettaglio.

Durante i 3 giorni sono previsti dibattiti, reading, presentazioni, assaggi e degustazioni, concerti, proiezioni, performance, installazioni, che coinvolgeranno tutti gli ambiti dei produttori invitati.

Orari di apertura al pubblico:
venerdì: 18:00-23:00
sabato: 16:00-23:00
domenica: 12:00-20:00

Ingresso comprensivo di bicchiere per assaggi e concerti: 8 € fino alle 22.00
Dopo le 22.00 ingresso per i concerti: 10 €

Con:
ASCANIO CELESTINI, ROY PACI, JAZZSTEPPA, NANNI BALESTRINI, THE EX, PAOLO MORELLI, FRANCO BERARDI “BIFO”, CARLO FORMENTI, GIAMPAOLO GRAVINA, FRANCESCO RAPARELLI, AUGUSTO ILLUMINATI, MARCO CASSINI…e tanti altri

www.indyarea.org
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PROGRAMMA DEL FESTIVAL

VENERDI 01 GIUGNO
-ore 18:00 apertura stand (editori- vignaioli-birrai-gastronomia)
-ore 19:00 Inaugurazione mostra d’arte A piedi scalzi.
Progetto e cura: Roberto e Valentina Gramiccia.

::DIBATTITI e PRESENTAZIONI
-ore 19:00 dibattito Radio Popolare

-ore 20:30 Slam letterario Parentele Fantastiche (serata del pensiero letterario indipendente). A cura di Paolo Morelli

-ore 20:00 presentazione di Slot Art Machine. Il grande businness dell’arte contemporanea, di Roberto Gramiccia.
Presenta: Paolo Aita. Simona Marchini leggerà alcuni brani del libro.

::CINEMA
-ore 19:30 Brew it.La birra artigianale in Italia regia Vincenzo Monaco e Valerio Graglia.

-ore 21:00 Isole regia Stefano Chiantini
cast: Asia Argento, Ivan Franek, Giorgio Colangeli, Anna Ferruzzo

-ore 23:00
sonorizzazione: Progetto Hang si esibirà dal vivo sulle immagini di:
“Mille giorni di Vito” regia Elisabetta Pandimiglio
“Lettere dal deserto” regia Michela Occhipinti

::MUSICA
-ore 22:30 live JAZZSTEPPA
Live Brass Band Tour (UK)
(link)

a seguire:
BASSOLOGY DJ SET
Andypop (Soundgate)
Kultur M (Amsterdam Rockers)
Bass Music, Future Garage, Uk Funky, Dubstep

SABATO 2 GIUGNO
-ore 16:00 apertura area (mostra, stand editori, stand gastronomici)

::DIBATTITI e PRESENTAZIONI
-ore 17:00-18:00
presentazione della collana Sollevazioni edita da Manni e curata da Franco Berardi (Bifo) e Carlo Formenti.

-ore 17:00-19:00
Tavola rotonda e dibattito su Cultura materiale e critica del gusto.
Interventi di Alberto Capatti,Giampaolo Gravina, Francesco Annibali, Pino Tripodi

-ore 18:00-19:00
presentazione Alfalibro, speciale di «Alfabeta2» sull’editoria. Interventi di Andrea Cortellessa, Maria Teresa Carbone, Vincenzo Ostuni.

-ore 19:00-20:00
Presentazione di La rivolta dei migranti. Il movimento globale contro la discriminazione e lo sfruttamento. Europa, Medio Oriente, Stati Uniti”, di Vittorio Longhi

-ore 19:00 FOLKSTUDIO – Memorie di una Cantina (doc. inedito)
Proiezione, dibattito e live acustico
Saranno presenti: Ernesto Bassignano, Mimmo Locasciulli, Adriano Mazzoletti, Gianni Togni, Vincenzo Incenzo, Nina Monti, Roberto Angelini, Fabrizio Emigli e numerosi testimonial a sorpresa..

::CINEMA
-ore 19:30 proiezione Ultracorpo regia Michele Pastrello

-ore 20:00 proiezione di Pene d’amore regia di Alfredo Fiorillo

-ore 21:00 proiezione Et in terra pax regia Matteo Botrugno, Daniele Coluccini

-ore 23:00 Sonorizzazione: Nohaybandatrio su 9 cortometraggi del circuito “Distribuzione Indipendente”

::MUSICA
ore 23:00 Bass Culture: 20 anni di Turntablism al Brancaleone. Feat:
Martux
Cool Runnings
One Love
Evilsound
Borghetta Stile
(link)

DOMENICA 03 GIUGNO
ore 12:00 apertura area (mostra, stand editori, stand gastronomici)

::DIBATTITI e PRESENTAZIONI
-ore 16:00-17:00
presentazione di Vini Naturali d’Italia. Manuale del bere sano, di Giovanni Bietti, Edizioni Estemporanee.

-ore 17:00-18:00:
presentazione di Pixel. La realtà oltre lo schermo dei media, di Luigi Ananìa e Silverio Novelli, DeriveApprodi

-ore 18:00-19:00:
Presentazione di Il debito del vivente. Ascesi e capitalismo, di Elettra Stimilli, Quodlibet. Presentano: Augusto Illuminati e Francesco Raparelli.

-ore 17:00-19:00:
Tavola rotonda e dibattito: Come salvare l’editoria indipendente.
Relazioni di: Ilaria Bussoni (DeriveApprodi), Marco Cassini (minimumfax), Luigi Iacobelli (Iacobelli editore), Davide Vender (Libreria Odradek).

-ore 19:00-20:00:
presentazione di Conversazione su matti, comici, precari, anarchici e altre pecore nere, di Ascanio Celestini e Alessio Lega (Elèuthera).
Introduce Andrea Staid.

::CINEMA
-ore 19:00 proiezione Più come un’artista di Elisabetta Pandimiglio

-ore 21:00 proiezione Pietro regia Daniele Gaglianone

-ore 23:00 presentazione primo video clip dei Dog Byron “SummerAfternoonLullaby”. Segue sonorizzazione dei Dog Byron su
Tarda estate regia Marco De Angelis e Antonio Di Trapani

::MUSICA
ore 21:00 THE EX & BRASS UNBOUND
feat.ROY PACI
Il leggendario gruppo olandese dal vivo con Roy Paci, Ken Vandermark, Mats Gustavson e Wolter Wierbos. The Ex si uniscono alla sezione fiati più impressionante di sempre e sono subito scintille!
(link)

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INDY – Fiera dei Gusti non Omologati è un evento promosso da:

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ELENCO DEI PRODUTTORI:

VIGNAIOLI
Cà Neuva: Abbona Celso (Piemonte)
Aetnella (Sicilia)
Tenuta San Francesco: Alziati Annibale (Lombardia)
Arajani (Campania)
Aurora (Marche)
Casina di Cornia (Toscana)
I Botri di Ghiaccioforte (Toscana)
La Marca di San Michele (Marche)
La Torre (Toscana)
La Viranda (Piemonte)
Pantun (Puglia)
Pernigotti Adele (Piemonte)
Pietralta (Marche)
Podere Veneri Vecchio (Campania)
Calcabrina (Umbria)
Villa Chiarini Wulf (Lazio)

BIRRIFICI
Birrificio pontino (Lazio)
Brùton (Toscana)
Centokiodi (Emilia Romagna)
Free Lions (Toscana)
Grignè (Abruzzo)
L’artigiana (Lazio)
Masters (Abruzzo)
Rudeboy (Campania)
Sannita (Molise)
Stavio (Lazio)

EDITORI
alfabeta2
Arcopinto
:duepunti
BeccoGiallo
bfs
DeriveApprodi
e/o
Edizioni Ambiente
Edizioni dell’Asino
Edizioni Estemporanee
Edizioni Fahrenheit
eléuthera
emons
Hellnation
Iacobelli
La Nuova Frontiera
Lantana
Manni
minimum fax
Mondo Bizzarro
Nutrimenti
Ponte Sisto
Quodlibet
struwwelpeter
Troglodita Tribe (Spaf)
Zafari Libreria

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Vai su www.indyarea.org per i dettagli del festival: eventi, produttori coinvolti e tutte le info

Ufficio stampa INDY: Urbandrum Communication:
olgasiciliani@rmnet.it -349/2727868
federico.fiume@gmail.com – 347/1210140


Zizek: “Save us from saviours”

Posted: maggio 30th, 2012 | Author: | Filed under: crisi sistemica, post-filosofia, Révolution | No Comments »

Slavoj Žižek on Europe and the Greeks

Imagine a scene from a dystopian movie that depicts our society in the near future. Uniformed guards patrol half-empty downtown streets at night, on the prowl for immigrants, criminals and vagrants. Those they find are brutalised. What seems like a fanciful Hollywood image is a reality in today’s Greece. At night, black-shirted vigilantes from the Holocaust-denying ne0-fascist Golden Dawn movement – which won 7 per cent of the vote in the last round of elections, and had the support, it’s said, of 50 per cent of the Athenian police – have been patrolling the street and beating up all the immigrants they can find: Afghans, Pakistanis, Algerians. So this is how Europe is defended in the spring of 2012.

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traduzione in italiano


MACAO

Posted: maggio 27th, 2012 | Author: | Filed under: arts, Révolution | No Comments »

Oltre il giardino – L’esperienza di Macao e il lavoro creativo
di CRISTINA MORINI

Una settimana vicino al cielo, sulla torre Galfa liberata da Ligresti e poi qualche giorno nel giardino di Palazzo Citterio, confinante con l’Orto botanico, meraviglia segreta di Milano. Questa, per il momento, la parabola di Macao che per due volte è apparso in città, due volte si è insediato tra le strade e nella pioggia e due volte è stato sgomberato.

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Fred Moseley

Posted: maggio 27th, 2012 | Author: | Filed under: crisi sistemica, Marx oltre Marx, postcapitalismo cognitivo | No Comments »

Intervista a Fred Moseley a cura
della redazione di CONNESSIONI (maggio 2012)

1) Quali sono le cause dell’attuale crisi economica negli USA? Questa
crisi è legata alla crisi degli anni 70?

Questa è una grande domanda proverò a rispondere anche se brevemente.
Si, penso che questa crisi sia sicuramente legata alla crisi degli anni 70.
Questa crisi è la continuazione di quella degli anni 70 e il risultato delle azioni
intraprese dai capitalisti per risolverla. Quella degli anni 70 è stata
chiaramente una crisi di profittabilità, il tasso di profitto si era ridotto di circa il
50% dai livelli del dopo guerra negli USA (e un simile andamento si è avuto in
tutti gli stati capitalisti).
Ciò che è importante sottolineare è che i capitalisti risposero a questo
imponente declino del saggio di profitto facendo tutto ciò che potevano per
ripristinare il saggio di profitto ai livelli precedenti.
Queste azioni comportarono tagli generalizzati dei salari, specialmente ai
benefit, intensificazione del lavoro, globalizzazione ed esternalizzazione della
produzione verso aree del mondo a basso salario. Tutti questi fenomeni
conosciuti nelle decadi recenti sono il risultato del tentativo capitalista di
ristabilire il saggio di profitto.

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L’avenir de l’Europe se joue en Grèce

Posted: maggio 24th, 2012 | Author: | Filed under: BCE, crisi sistemica, Révolution | No Comments »

« Le nouveau gouvernement français, qui se cantonne dans un silence prudent, devrait affirmer haut et fort, qu’il respectera les décisions du peuple grec, et rejettera toute proposition d’exclure la Grèce de l’Europe ou de la zone euro. » Par Etienne Balibar, philosophe, Michaël Löwy, philosophe et sociologue et Eleni Varikas, professeure de science politique.

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Marazzi: bilancio in rosso di un continente

Posted: maggio 23rd, 2012 | Author: | Filed under: comune, crisi sistemica, critica dell'economia politica | No Comments »

di Christian Marazzi

L’economista Jacques Sapir risponde positivamente al provocatorio titolo del suo ultimo saggio «Bisogna uscire dall’euro?» e denuncia i rapporti di forza a favore dell’economia tedesca presenti nell’Unione Europea.

Le elezioni francesi e greche hanno aggiunto nuovi fattori di instabilità ad una Unione monetaria europea già economicamente e socialmente insostenibile. D’ora in poi l’alternativa si riduce a questo: o i Paesi forti dell’Europa accettano di finanziare i Paesi deboli o di garantirne i debiti, oppure la spaccatura dell’euro diventa inevitabile. In entrambi i casi è in gioco la definizione del piano della sovranità, della possibilità o meno di governare l’uscita dalla crisi con politiche di crescita declinate su scala nazionale o sovranazionale. In mezzo ci sta l’euro, la sua architettura, la sua «natura».

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13 confusioni

Posted: maggio 21st, 2012 | Author: | Filed under: arts, Révolution | No Comments »

13 CONFUSIONI
di Amos Vogel

Dopo vent’anni di oscurità, povertà, rifiuto ignorante e ostinata perseveranza, l’avanguardia cinematografica americana soffre oggi, per la prima volta nella sua storia, di un nuovo, inquietante disturbo: troppa attenzione senza comprensione, troppa approvazione senza discriminazione. Crimine dei crimini: è diventata di moda. I suoi guru e artisti corrono il rischio di diventare essi stessi il “sistema” dell’avanguardia; la sua fama crescente nasconde solo in modo imperfetto una debolezza interna. Le osservazioni che seguono, rivolte a rimuovere dei malintesi, rappresentano una critica dall’interno, pienamente consapevole dei numerosi risultati ottenuti dal movimento. Questi frutti si trovano non soltanto nei molti talenti e lavori che il movimento ha scoperto e difeso, ma nella sua continua “profanazione” creativa del mezzo che non lascia nulla di indisturbato e non dà niente per scontato.

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Intervista a Amos Vogel

Posted: maggio 21st, 2012 | Author: | Filed under: arts, Révolution | No Comments »

L’AVANGUARDIA NON PUO’ ESSERE SCONFITTA: INTERVISTA A AMOS VOGEL
di Cott MaCdonald

MacDonald: Quando conducevi Cinema 16, il modello della “film society” era quello standard per far circolare il cinema alternativo; negli anni ’60 c’è stato un movimento underground o d’avanguardia, o almeno l’illusione che ce ne fosse uno; poi, nei ’70, si è arrivati al sostegno governativo diretto al supporto di sale dedicate al cinema alternativo. Come vedi la scena alternativa odierna?

Vogel: Prima di tutto bisogna considerare il contesto sociale, perché il cinema d’avanguardia può essere preso in considerazione solo all’interno di una visione più ampia. Ai tempi delle proiezioni del Cinema 16 le nostre attività coincidevano, grosso modo, con l’epoca dei Beat, che si è poi sviluppata nei movimenti degli anni ’60. Abbiamo cominciato prima dei Beat, nel 1947-1948, ma il fatto che Pull My Daisy sia stato proiettato per la prima volta all’interno dei programmi di Cinema 16 dimostra che avevamo alle spalle un’atmosfera benevola nei confronti delle forme di sperimentazione che ci interessavano. Quindi, se da una parte proiettando film come quello abbiamo preparato il campo per una situazione che non si è venuta a creare dal nulla, dall’altra c’era un contesto sociale più ampio che ci ha permesso di svilupparci con successo. Ritengo che questa riflessione non valga per l’oggi, o per gli anni recenti. Ci troviamo in un’epoca estremamente conservatrice e retrograda – politicamente, culturalmente, sotto ogni aspetto – con gravi conseguenze per il cinema, in particolare per quello sperimentale, che si caratterizza in maniera più conflittuale di qualunque altro tipo di cinema indipendente.

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Amos Vogel

Posted: maggio 19th, 2012 | Author: | Filed under: arts, Révolution | No Comments »

AMOS VOGEL: LA CRITICA COME ARTE SOVVERSIVA
di Alessandro Stellino

“L’America contemporanea, un colosso tardo-capitalista che si spaccia per democrazia, posseduto da immense corporazioni e dominato da un affarismo e un consumismo spietati, sta tentando di impadronirsi del mondo per mezzo delle multi-inter-nazionali, della televisione e del cinema hollywoodiano, servendosi dell’esportazione dei “valori” culturali americani per completare la disneyficazione del globo. Il resto del pianeta non dovrebbe avere paura dei dinosauri e degli extraterrestri ma della mercificazione di ogni sfera dell’esistenza umana, della commercializzazione apparentemente inarrestabile della vita e della società, del flagello crescente rappresentato dai parchi a tema, della pervasiva trasformazione del mondo in un centro commerciale. Il nostro destino sembra essere quello dell’omologazione culturale: un livellamento universalizzato verso il basso, un’insidiosa blandizie anestetizzante”.
Non è un giovane turco a scrivere queste parole ma un viennese novantenne scampato per un pelo all’Olocausto e trasferitosi negli Stati Uniti per dare vita alla prima film society americana dedicata alla diffusione del cinema sperimentale.

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Oltre il determinismo: una storicità sovversiva

Posted: maggio 17th, 2012 | Author: | Filed under: comune, crisi sistemica, Révolution | No Comments »

di ANTONIO NEGRI

Recensione di P. Dardot e C. Laval, Marx. Prenom: Karl, Edizioni Gallimard, Parigi, 2012.

Quali sono i nodi più rilevanti di questo poderoso libro? È necessario chiederselo perché (essendo appunto troppo voluminoso – 800 pagine – da poter esser letto di un solo colpo) solo apprestando dei dispositivi di lettura, esso può essere scorso utilmente e permettere approssimazioni per una lettura centrata sui temi fondamentali e che venga, per così dire, sempre più precisandosi.

Il primo grande nodo consiste nell’espressione della necessità di rompere con la tradizione sempre parziale e settaria (quando non fosse introvabile) degli studi francesi su Marx. Qui invece Marx viene preso per intero, il filosofo l’economista il politico, ed è solo questa lettura, storicamente e filologicamente impiantata, senza “cesure” storiche né teoriche, che può permetterci di riprendere solidamente in mano l’interezza del discorso marxiano e di avanzare ipotesi nuove che si confrontino con quelle marxiane, attorno ad un progetto di emancipazione per l’attualità. Questa distanza critica dalla continuità della tradizione francese (ed in particolare dall’althusserismo), questo sentirsi in un’altra epoca dal XIX e XX secolo, non impedisce che gli autori si impegnino attorno a talune difficoltà ereditate dal passato. Solo per fare un paio di esempi, Dardot-Laval puntano criticamente molto in alto quando, ad esempio, in una polemica che sembra solo terminologica ma non lo è, traducono il concetto marxiano di Mehrwert, con plus-de-value. Non si tratta semplicemente di un’elegante reminiscenza lacaniana ma di una forte polemica, non solo contro un uso consolidato ma (ci sembra) anche contro le concezioni quasi metafisiche del plusvalore che tanto hanno afflitto i comunismi religiosi (cosa che non può lasciare indifferente un “operaista” e rende senz’altro felice chi nell’oggi, nell’epoca del capitalismo cognitivo, considera il Mehrwert senz’altro come una “eccedenza”). Non meno decisiva sembra la presa di distanza, solo per fare un altro esempio, dalla discussione di un tema, indubbiamente centrale per i marxisti, qui preso nel rinnovamento della discussione fra Séve e Fischbach, sulla maggiore o minore rilevanza delle determinazioni oggettive o di quelle soggettive nella costruzione del progetto marxiano di comunismo. È evidente che su questa critica si dovrà ritornare più tardi al termine nella nostra riflessione.

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