La differenza italiana

Posted: giugno 26th, 2014 | Author: | Filed under: anthropos, au-delà, Deleuze, Foucault, Marx oltre Marx, post-filosofia | No Comments »

Genealogie dell’impersonale, della passività radicale e della debolezza tra Esposito, Agamben e Vattimo

di Andrea Sartori*

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In un articolo pubblicato nel 1976 sulla rivista L’erba voglio fondata dallo psicoanalista Elvio Fachinelli (1928-1989), Mario Perniola individuava nell’eterno ritorno dell’uguale il tratto fondamentale (e paradossale) della differenza italiana. Secondo quella diagnosi, il Paese era bloccato – fin nel suo genoma culturale – nell’impossibilità di evadere dall’apparenza del cambiamento. Perniola dilatava pertanto l’amara constatazione di Tomasi di Lampedusa (1896-1957) – secondo la quale tutto deve cambiare perché tutto rimanga così com’è – a cifra interpretativa non solo dell’Italia unificata, ma delle sue radici culturali pre-risorgimentali, addirittura cinquecento-secentesche. Il barocco italiano, ad esempio, con la sua enfasi sulla mutevolezza delle forme e delle immagini – l’Adone di Giovan Battista Marino (1569-1625) venne pubblicato nel 1623 a Parigi – già preludeva nell’analisi di Perniola alla levità, alla leggerezza senza peso specifico d’una società che ben conosciamo. Un società, in altri termini, il cui immaginario doveva essere fagocitato a breve da un nuovo soggetto economico-politico, incentrato sul possesso e l’utilizzo dei mass-media (della televisione, in particolare). Non molti anni dopo il 1976 in cui uscì l’articolo di Perniola, il governo socialista presieduto da Bettino Craxi cedette di fatto, tra il 1984 e il 1985, il monopolio della televisione commerciale a Silvio Berlusconi – ponendo così le basi di un successo che l’imprenditore, a partire dal 1994, avrebbe sfruttato anche sul piano politico.

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Mise au point

Posted: giugno 26th, 2014 | Author: | Filed under: General | No Comments »

FUCK!

Mise au point


Virtuosismo anonimo, uscita negata

Posted: giugno 23rd, 2014 | Author: | Filed under: 99%, au-delà, bio, comune, comunismo, epistemes & società, Marx oltre Marx, postoperaismo, Révolution | No Comments »

Recensione in estremo ritardo a “Grammatica della moltitudine” di Paolo Virno

di Marco Ambra

“Ora andate, lavorate! Non vi sarà data paglia, ma voi darete lo stesso numero di mattoni”
(Esodo 5,18)

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Riprendere in mano la pletora di tesi e intuizioni che Paolo Virno snocciolò pochi mesi prima del G8 di Genova – quindi a ormai dodici anni dalla loro prima pubblicazione nel 2002 e a ben tredici dal seminario tenutosi all’Università della Calabria in cui furono trascritti – in Grammatica della moltitudine. Per una analisi delle forme di vita contemporanee (DeriveApprodi, IV edizione, 2014) potrebbe sembrare un esercizio sterile, quasi un attardato tentativo di leggere la sua capacità analitica e predittiva con un rassegnato senno del poi. Eppure questo testo anfibio, un po’ trascrizione di un seminario universitario che molto conserva del ritmo del parlato e un po’ lapidaria enunciazione di tesi sulla moltitudine postfordista tanto ha ancora da dire sulla cangiante relazione fra Lavoro, Politica e Intelletto di questo secondo decennio del XXI secolo.

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Running Along the Disaster: A Conversation with Franco “Bifo” Berardi

Posted: giugno 21st, 2014 | Author: | Filed under: 99%, au-delà, crisi sistemica, digital conflict, epistemes & società, Global, postcapitalismo cognitivo | No Comments »

Önder Özengi & Pelin Tan (LaborinArt): You wanted to speak about the European crisis, especially its effect on the Mediterranean, the Near East, and the Middle East. What does the collapse of social welfare mean for these territories and countries?

Franco “Bifo” Berardi
(FBB): After May 25, we must be able to say that the “European experiment” is over. The impressive result that the National Front will have in the French elections is going to add the word “end” to this expression. The European Union was based on the alliance between France and Germany, after two centuries of war. Now the alliance is over. After incredible suffering and bloodshed, the French won WWI and WWII against the Germans. Why should they accept German domination now? This horrible result has been imposed by financial capitalism, and its politics is the prevailing sentiment of the French people. The majority of the French do not feel Europe to be their home. This is a geopolitical catastrophe and, more importantly, a social catastrophe.

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Naomi Klein: La crisi ucraina come pretesto per imporre il fracking

Posted: giugno 16th, 2014 | Author: | Filed under: crisi sistemica, Earth | No Comments »

di Naomi Klein

La strada per battere Vladimir Putin è quella di inondare il mercato europeo con gas naturale ottenuto mediante fracking (frattura idraulica) negli Stati Uniti, o almeno questo è ciò che vuol farci credere l’industria. Nel quadro dell’escalation dell’isteria antirussa, due proposte di legge sono state presentate al Congresso statunitense; con esse si intende approvare fast-track [con procedura rapida] le esportazioni di gas naturale liquefatto (LNG la sua sigla in inglese), allo scopo di aiutare l’Europa a sganciarsi dai combustibili fossili di Putin e rafforzare la sicurezza nazionale statunitense.

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Il sapere. Corso su Michel Foucault (1985-1986)

Posted: giugno 15th, 2014 | Author: | Filed under: anthropos, arts, au-delà, Deleuze, epistemes & società, Foucault, Marx oltre Marx, post-filosofia | No Comments »

Gilles

Anticipiamo qui un estratto dal volume Il sapere in libreria nei prossimi giorni per corte ombre . Con questo volume inizia la pubblicazione del Corso che Gilles Deleuze dedicò all’opera dell’amico a un anno di distanza dalla scomparsa. Sotto il titolo Il sapere – seguendo il suggerimento che lo stesso Deleuze sembra indicare individuando tre assi di sviluppo nell’opera di Foucault: il sapere, il potere e il desiderio – si presentano le prime otto lezioni, tenute tra l’ottobre e il dicembre del 1985. Deleuze si propone di elaborare una ricostruzione sistematica del pensiero di Foucault, considerato come filosofo a tutti gli effetti. L’itinerario proposto parte da quello che viene colto come un primo asse, relativo al problema e al concetto di sapere. L’analisi sulle condizioni di possibilità dell’enunciabile e del visibile sfocia in una ricerca filosofica sull’essere del linguaggio e della luce, in opposizione allo strutturalismo, alla fenomenologia e alla linguistica. A emergere è una concezione complessa e originale dei legami tra le visibilità e gli enunciati, che si definisce mettendo Foucault in relazione con Kant e Blanchot, con il cinema di Syberberg, degli Straub o di Duras, oltre che con la scrittura di Raymond Roussel.

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Lyotard

Posted: giugno 13th, 2014 | Author: | Filed under: au-delà, Deleuze, epistemes & società, post-filosofia | No Comments »

di Pierluigi Fagan

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Il libricino uscito per i tipi di Cortina Editore nel 2013, riporta le quattro brevi conferenze che J.F.Lyotard tenne alla Sorbona nel 1964

Il tempo, in filosofia, ha una suo proprio statuto. Esiste una filosofia della fascia esterna che è più o meno in sincronia col proprio tempo storico (“il proprio tempo appreso col pensiero” diceva Hegel) ma esiste anche una filosofia del nucleo interno dove l’unico tempo esistente è il -grande istante-, una sorta di presente dilatato. In questo presente che in parte è sempre già stato, ed in parte, da sempre ancora non è, le questioni non sono soggette alle categorie dell’attuale-inattuale, sono “senza tempo”[1]. La questione sul -a cosa serve la filosofia ?- è una di queste questioni atemporali. Lo statuto della filosofia, la natura del suo nucleo interno, ovvero essere riflessione sulla riflessione, è per sua stessa condizione staccata dal tempo poiché è consustanziale al suo essere in quanto essere, prima o al di là dell’ esistenza di questa o quella filosofia specifica.

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decennio rosso

Posted: giugno 11th, 2014 | Author: | Filed under: Archivio, comunismo, Marx oltre Marx, postoperaismo, Révolution | No Comments »

di Maurizio «Gibo» Gibertini e Roberto Rosso

Potere-operaio

Cosa è stato dav­vero il «decen­nio rosso»? Quali sono stati i fatti salienti e i pro­ta­go­ni­sti reali di que­gli anni ’70 sui quali con­ti­nuano a uscire libri a raf­fica, ma quasi sem­pre cen­trati su armi e armati, oppure, ma in misura già infi­ni­ta­mente minore, sulle peral­tro glo­riose orga­niz­za­zioni extra­par­la­men­tari? Chi, da quel qua­dro del pas­sato spesso bugiardo e ado­pe­rato ad arte per con­di­zio­nare il pre­sente, è stato espunto, rimosso e can­cel­lato? Almeno quest’ultima rispo­sta è sem­plice: a essere stati can­cel­lati dalla memo­ria sono stati gli ope­rai, veri «per­so­naggi prin­ci­pali» del decen­nio più denso di con­flitti nella sto­ria ita­liana, le loro lotte duris­sime, la loro rab­bia, il potere che erano riu­sciti a con­qui­stare nelle fab­bri­che.
Un gruppo di pro­ta­go­ni­sti di quella sto­ria prova ora a col­mare un vuoto di memo­ria che minac­cia di tra­sfor­marsi in defi­ni­tivo stra­vol­gi­mento della sto­ria. Tra que­sti Mau­ri­zio «Gibo» Giber­tini, ex mili­tante dell’Autonomia mila­nese, e Roberto Rosso, prima diri­gente di Lotta con­ti­nua a Milano, poi tra i fon­da­tori di Prima Linea.

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LA MENTALITA’ PRIMITIVA E IL GIOCO (1923)

Posted: giugno 3rd, 2014 | Author: | Filed under: anthropos, bio, epistemes & società, psichè | No Comments »

di Lucien Lévy-Bruhl

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L’origine della passione per il gioco va ricercata senza dubbio nelle nebbie più remote delle epoche storiche. La sua presenza, tuttavia, può essere riscontrata negli stadi più diversi della società. È qualcosa di altrettanto comune quanto lo sono l’uso di narcotici o di sostanze eccitanti come il tabacco o il betel. I popoli dell’Estremo Oriente, e i Cinesi in particolare, si abbandono totalmente al gioco; è uno dei loro vizi più diffusi. Ma in Occidente le cose non vanno diversamente. Carte, dadi, roulette, scommesse sulle corse dei cavalli o su altri sport, lotterie di stato (ma la lista è a dir poco incompleta) bastano a farci capire quanto il gioco sia riuscito a diffondersi fra i costumi delle nazioni moderne. E ha raggiunto tutte le classi sociali, dalla più umile alla più elevata.

[–>], con un’introduzione di Luigi Russo


Genealogie del presente

Posted: giugno 2nd, 2014 | Author: | Filed under: anthropos, au-delà, bio, comune, epistemes & società, Foucault, post-filosofia, Révolution, vita quotidiana | No Comments »

di Lorenzo Coccoli e Marco Tabacchini

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È da poco uscito Genealogie del presente. Lessico politico per tempi interessanti, a cura di Federico Zappino, Lorenzo Coccoli e Marco Tabacchini (Mimesis 2014).

Come si legge in quarta di copertina, «Viviamo oggi in tempi politicamente interessanti: tempi in cui vecchie parole d’ordine, significanti di appartenenze precise, vengono rimbalzate da un campo all’altro, svuotate di senso e di significato, appiattite su una dimensione astorica e acritica, in nome del mito della fine delle ideologie, oppure strumentalizzate ai fini della ragione neoliberale. In questo scenario, Genealogie del presente intende riaprire lo spazio di un pensiero critico in grado di svelare la profondità semantica e ideologica delle parole del discorso politico, bucando la superficie della retorica ufficiale ed esasperando le sue aporie. Diciotto interpreti acuti del presente, uniti in un comune percorso di ricerca che si snoda lungo un lessico di diciotto voci […], la cui analisi critica appare fondamentale per una comprensione delle poste in gioco della nostra epoca». Del “Preludio” dei tre curatori offriamo, oggi, un breve estratto.

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