La vita agra(tis)

Posted: febbraio 19th, 2015 | Author: | Filed under: 99%, bio, comunismo, epistemes & società, postcapitalismo cognitivo, postoperaismo, Révolution | No Comments »

di Roberto Ciccarelli e Giuseppe Allegri

BELLMER

In collaborazione con I RACCONTI DEL LAVORO INVISIBILE: l’odissea del lavoro oggi. Precario, a tempo indeterminato, free lance, autogestito, autoprodotto. Ricattabile, flessibile, sfruttato.

A volte semplicemente gratuito. Imprigionato nel caporalato, mascherato, interinale. Confuso con i tempi di vita, isolato e sempre meno sindacalizzato. Il lavoro è cambiato per tutti. E cerca un nuovo futuro dov’è protagonista il quinto stato.

Il lavoro non è finito. È diventato infinitamente più povero. Si sopravvive con l’odiosa sensazione di essere al lavoro per altri, raramente per sé, mentre il reddito è inconsistente e aleatorio. La vita è messa al lavoro: gratuitamente. C’è tuttavia un aspetto che passa inosservato: anche quando si è inoccupati o disoccupati, oggi si produce ricchezza.

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Il Rosso e il Tricolore

Posted: febbraio 8th, 2015 | Author: | Filed under: 99%, anthropos, comune, crisi sistemica, epistemes & società, Foucault, postcapitalismo cognitivo | No Comments »

di Alain Badiou

badiou

Sfondo: la situazione mondiale

Oggigiorno, il mondo è totalmente investito dal capitalismo globale, sottomesso ai dettami dell’oligarchia internazionale e asservito all’astrazione monetaria come unica figura riconosciuta dell’universalità. Viviamo in un periodo di transizione molto difficile, che separa la fine della seconda tappa storica dell’Idea comunista (la costruzione indifendibile, terrorista, di un “comunismo di Stato”) dalla terza tappa (il comunismo come realizzazione politica, adatta al reale, dell’“emancipazione dell’umanità intera”). In questo contesto, si è insediato un mediocre conformismo intellettuale; una sorta di rassegnazione al contempo lamentevole e soddisfatta, che accompagna l’assenza di ogni futuro altro, ovvero la ripetizione dispiegata di ciò che già c’è.

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La ricchezza di Thomas Piketty

Posted: ottobre 13th, 2014 | Author: | Filed under: 99%, BCE, crisi sistemica, critica dell'economia politica, epistemes & società, Marx oltre Marx | No Comments »

di Christian Marazzi

Makayla

Thomas Piketty. “Il Capitale del XXI secolo” è una inconfutabile fotografia del capitalismo contemporaneo. Il saggio si concentra però sui sintomi e non sulle cause dell’aumento delle diseguaglianze sociali. Inoltre è assente l’analisi del ruolo politico del debito nella polarizzazione della ricchezza a scapito del lavoro vivo e della cooperazione sociale.

Lo scorso mer­co­ledì 1 otto­bre Mar­tin Wolf ha pub­bli­cato sul Finan­cial Timesun arti­colo sulle ragioni che fanno dell’ineguaglianza un vero e pro­prio freno all’economia. Per dimo­strare l’impatto eco­no­mico delle dise­gua­glianze nella distri­bu­zione del red­dito e del capi­tale, in par­ti­co­lare una domanda debole e la regres­sione dei livelli di edu­ca­zione, Wolf si basa su due studi, uno di Stan­dard &Poor’s e l’altro di Mor­gan Stan­ley, due isti­tu­zioni che dif­fi­cil­mente pos­sono con­si­de­rarsi di sini­stra. Il qua­dro che emerge da que­ste ana­lisi, che si rife­ri­scono agli Stati Uniti a par­tire dagli anni Novanta, è tale da por­tare l’autore a con­clu­dere che in un’economia basata sul debito i costi mag­giori dell’aumento delle dise­gua­glianze eco­no­mi­che e for­ma­tive sono l’erosione dell’ideale repub­bli­cano della «cit­ta­di­nanza con­di­visa», in altre parole il rischio di defla­gra­zione eco­no­mica e sociale del capi­ta­li­smo mede­simo. Curioso è il fatto che que­ste con­si­de­ra­zioni ven­gano fatte sulle pagine dello stesso quo­ti­diano finan­zia­rio­che, in occa­sione della pub­bli­ca­zione inglese del libro di Tho­mas Piketty, Il capi­tale nel XXI secolo (oggi in ita­liano gra­zie ai tipi della Bom­piani, tra­du­zione di Ser­gio Arecco, pp. 928, euro 22), aveva cer­cato di smon­tare in modo grot­te­sco una delle tesi cen­trali del libro, la ten­denza all’aumento verso l’alto della con­cen­tra­zione della ric­chezza. Basti que­sto per sot­to­li­neare l’importanza dello stu­dio di Piketty il cui merito prin­ci­pale, oltre al ter­re­moto sca­te­nato den­tro l’accademia ege­mo­niz­zata dal pen­siero neo­li­be­rale, con­si­ste nell’aver descritto, «con pre­ci­sione atroce e dif­fi­cil­mente con­fu­ta­bile», come ha scritto David Har­vey (Riflet­tendo su ’Capi­tal’ di Piketty, in commonware.org), l’evoluzione nel corso degli ultimi due secoli della disu­gua­glianza sociale rispetto sia alla ric­chezza sia al reddito.

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Nota critica di Giorgio Gattei

Altra nota critica di Russel Jacoby


Ferguson

Posted: agosto 22nd, 2014 | Author: | Filed under: 99%, Black Power, epistemes & società, Révolution, U$A | No Comments »

Intervista a Alessandro De Giorgi, professore associato del Dipartimento di Justice Studies della San José State University e membro del comitato editoriale di Social Justice , sui riot di Ferguson.

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Dopo due settimane, i fatti relativi all’esecuzione di Michael Brown sono ormai stati riportati numerose volte sia dai media mainstream sia da quelli indipendenti, nonostante l’iniziale muro di omertà eretto dalla polizia locale di Ferguson e il ritardo con cui è giunto il video dell’uccisione, dovuto alla paura dell’autrice.

Iniziamo proprio da questo, dalla necessità di molti articoli a voler riassumere i fatti, mappare le informazioni e le sue fonti: ciò non avviene semplicemente per dovere di cronaca o per l’entusiasmo dell’analisi politica, ma è soprattutto l’esito di una sinfonia di cinguettii e click, video e immagini che si moltiplica incessantemente da quando “big Mike” è stato freddato in un sobborgo statunitense. La rappresentazione del maschio nero, pericoloso e criminale – storicamente costruita e intensamente diffusa nella società statunitense – è da giorni inflazionata attraverso immagini e discorsi che da molti luoghi degli USA si susseguono sui social network, nelle strade, sui media e sulle bocche dei commentatori: poliziotti bianchi che uccidono giovani neri, madri che piangono i figli caduti nella guerra metropolitana, poteri forti che distribuiscono il loro diritto alla morte altrui, un sistema legale minuziosamente costruito sulla discriminazione razziale. Al violento silenzio delle istituzioni è stata opposta un’incessante presa di parola, alla stigmatizzazione del corpo afro-americano è stata opposta la visibilità del comportamento quotidiano della polizia. Non a caso la flebile voce del presidente nero è stata udita solo per dire “non gridate”: troppe notizie che sfuggivano da tutte le parti, troppa luce nelle strade di Ferguson, troppi giorni a mani alzate gridando “non sparate”. Non a caso i media mainstream discutono del possibile uso delle telecamere sui caschi dei poliziotti, che sia per vedere meglio gli autori dei looting o supervisionare l’operato della polizia sarebbe da verificare, ma la prima ipotesi è certamente la più realistica.

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Sindacalizzazione, lavoro digitale e economia della condivisione negli Stati Uniti

Posted: luglio 17th, 2014 | Author: | Filed under: 99%, au-delà, bio, crisi sistemica, digital conflict, epistemes & società, Marx oltre Marx, postcapitalismo cognitivo | No Comments »

Intervista a TREBOR SCHOLZ (a cura di TIZIANA TERRANOVA)

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Tiziana Terranova: Trebor, in Italia come altrove immagino, stiamo discutendo cosa sta succedendo a forme tradizionali di organizzazione del lavoro come i sindacati e di nuove forme di sperimentazione che potremmo definire di ‘sindacalismo sociale’. Ci interessa la relazione tra nuove forme di sindacalizzazione e la loro relazione con lotte più ampie e meno definite. Pensiamo per esempio alle lotte ambientali, a lotte informali nella città attorno al precariato ecc, che confondono la relazione tra vita e lavoro. Tu d’altro canto stai seguendo da vicino le trasformazioni del sindacalismo negli Stati Uniti, ma anche l’impatto globale della riorganizzazione del lavoro indotto dall’uso di Internet come infrastruttura lavorativa. Hai notato un ritorno di sindacalismo in luoghi di lavoro in cui è stato tradizionalmente molto difficile organizzarsi come l’industria del fast food o grandi magazzini come Walmart. Ma quello che sembra preoccuparti di più, però, è la sfida di organizzare quello che chiami lavoro digitale e in particolare il crowdsourcing che hai ribattezzato crowdmilking (la mungitura delle folle). Qui ‘lavoratori anonimi’ incontrano ‘datori di lavoro’ anonimi. Ci puoi parlare un po’ di questo nuovo modo di organizzare la produzione e la sfida che pone alla sindacalizzazione?

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Virtuosismo anonimo, uscita negata

Posted: giugno 23rd, 2014 | Author: | Filed under: 99%, au-delà, bio, comune, comunismo, epistemes & società, Marx oltre Marx, postoperaismo, Révolution | No Comments »

Recensione in estremo ritardo a “Grammatica della moltitudine” di Paolo Virno

di Marco Ambra

“Ora andate, lavorate! Non vi sarà data paglia, ma voi darete lo stesso numero di mattoni”
(Esodo 5,18)

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Riprendere in mano la pletora di tesi e intuizioni che Paolo Virno snocciolò pochi mesi prima del G8 di Genova – quindi a ormai dodici anni dalla loro prima pubblicazione nel 2002 e a ben tredici dal seminario tenutosi all’Università della Calabria in cui furono trascritti – in Grammatica della moltitudine. Per una analisi delle forme di vita contemporanee (DeriveApprodi, IV edizione, 2014) potrebbe sembrare un esercizio sterile, quasi un attardato tentativo di leggere la sua capacità analitica e predittiva con un rassegnato senno del poi. Eppure questo testo anfibio, un po’ trascrizione di un seminario universitario che molto conserva del ritmo del parlato e un po’ lapidaria enunciazione di tesi sulla moltitudine postfordista tanto ha ancora da dire sulla cangiante relazione fra Lavoro, Politica e Intelletto di questo secondo decennio del XXI secolo.

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Running Along the Disaster: A Conversation with Franco “Bifo” Berardi

Posted: giugno 21st, 2014 | Author: | Filed under: 99%, au-delà, crisi sistemica, digital conflict, epistemes & società, Global, postcapitalismo cognitivo | No Comments »

Önder Özengi & Pelin Tan (LaborinArt): You wanted to speak about the European crisis, especially its effect on the Mediterranean, the Near East, and the Middle East. What does the collapse of social welfare mean for these territories and countries?

Franco “Bifo” Berardi
(FBB): After May 25, we must be able to say that the “European experiment” is over. The impressive result that the National Front will have in the French elections is going to add the word “end” to this expression. The European Union was based on the alliance between France and Germany, after two centuries of war. Now the alliance is over. After incredible suffering and bloodshed, the French won WWI and WWII against the Germans. Why should they accept German domination now? This horrible result has been imposed by financial capitalism, and its politics is the prevailing sentiment of the French people. The majority of the French do not feel Europe to be their home. This is a geopolitical catastrophe and, more importantly, a social catastrophe.

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Legalità. Oltre il cretinismo e il romanticismo

Posted: maggio 23rd, 2014 | Author: | Filed under: 99%, au-delà, bio, comune, digital conflict, epistemes & società, Foucault, Marx oltre Marx, postcapitalismo cognitivo, Révolution | No Comments »

Legalità. Oltre il cretinismo e il romanticismo

di UGO MATTEI e MICHELE SPANÒ

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[Questo contributo è parte del volume Genealogie del presente. Lessico politico per tempi interessanti, a cura di Federico Zappino, Lorenzo Coccoli e Marco Tabacchini, Mimesis, Milano 2014]

Difficile, per non dire impossibile, affrontare la legalità come un concetto dotato di autonoma consistenza. E ciò non già per la ragione banale per cui tutti i concetti politico-giuridici sono “essentially contested”, ma per almeno due altri e più rilevanti motivi: il primo è che, almeno nella modernità, è stato impensabile trattare di legalità prescindendo dal suo concetto gemello: quello di legittimità; il secondo è quello che – considerandola in crisi permanente – impedisce di rivolgersi alla legalità altrimenti che nel modo della critica.

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Soggettivazioni

Posted: maggio 22nd, 2014 | Author: | Filed under: 99%, au-delà, bio, comunismo, crisi sistemica, epistemes & società, Foucault, lacanism, post-filosofia, postcapitalismo cognitivo | No Comments »

di FEDERICO CHICCHI

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Intervento sulla “produzione di soggettività” nell’incontro di autoformazione “Cartografia delle lotte”

Il soggetto come estimità del capitale

Non è per nulla facile costruire una riflessione sistematica sul soggetto. La soggettività è un concetto teorico a dir poco scivoloso, che scappa da tutte le parti quando provi a includerla in paradigma interpretativo.

Il soggetto (come la sua etimologia mostra chiaramente) è al contempo il risultato della presa dell’ordine simbolico sul bios, dell’azione del potere sull’individuo, e al contempo quell’elemento che rende strutturalmente insaturo quello stesso ordine e che bucandolo lo costringe ad un processo dinamico di continua trasformazione. Il capitalismo non è un cristallo.

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L’uso e la norma

Posted: maggio 14th, 2014 | Author: | Filed under: 99%, au-delà, comune, comunismo, epistemes & società, Marx oltre Marx, post-filosofia | No Comments »

di Augusto Illuminati

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Il ciclo dedicato dalla Lum dedicato all’uso ha già fornito una messe di problemi e suggerimenti di grande interesse, di cui è apparsa subito chiara la connessione con i punti ciechi non solo della teoria ma anche della prassi politica in cui siamo coinvolti. Uso e istituzione da un lato hanno a che fare, come alternativa, con un’ontologia della trascendenza, dall’altro investono in diretta l’ideologia della legittimità, insomma se questo sia il solo mondo possibile, cui al massimo opporre un altro mondo speculare fondato sull’inversione di tutti i valori e le pratiche. L’uso, invece, ci è sembrato fertile per tracciare un sentiero fra i due poli astratti di un potere sempre ineludibile e malvagio e l’assenza di potere o la rinuncia ad esso, fra qualsiasi arché (comando, principio, effettualità egemonica) e an-archia.

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