Axel Honneth

Posted: Gennaio 19th, 2013 | Author: | Filed under: anthropos, bio, post-filosofia | No Comments »

di Emmanuel Renault

Il filosofo Axel Honneth ha da sempre sottolineato la sfida morale fra le motivazioni e giustificazioni dell’azione rivoluzionaria. Esistono molte altre letture, fino all’idea degli individui «maschere economiche» che giocano ruoli teatrali. Oggi a Roma un incontro.

La riflessione honnethiana sulle motivazioni dei conflitti sociali ha condotto ad affrontare la questione del riconoscimento in Marx in una prospettiva diversa da quella dell’opposizione habermasiana tra lavoro e interazione, contribuendo ad aprire nuovi dibattiti. In Lotta per il riconoscimento, Honneth ha proposto di distinguere, tra le motivazioni dei conflitti, delle motivazioni utilitaristiche da altre che rinviano al riconoscimento, e ha sostenuto che il giovane Marx ha tentato «di interpretare i conflitti sociali della sua epoca come una lotta morale che i lavoratori oppressi conducono per ristabilire le condizioni sociali di un pieno riconoscimento». Tra i marxisti, però, sono pochissimi a pensare che la questione del riconoscimento potrebbe chiarire l’immagine che Marx si faceva delle lotte del proletariato, o il modo in cui bisogna comprendere le lotte popolari attuali.

In questo dibattito, nel quale si intrecciano molteplici questioni, la problematica honnethiana ha consentito di prestare attenzione al fatto che i sentimenti di vergogna, disprezzo e umiliazione giocano un ruolo importante in Marx, che li riconduce alla loro origine sociale e li presenta nella loro dimensione di protesta. Nella Questione ebraica, si sostiene che la società dominata dal denaro fa del «disprezzo dell’uomo un fine in sé». Le Note su James Mill sottolineano che nella società alienata il lavoratore non soffre soltanto di povertà, ma anche di umiliazione: «chi non ha nessun credito non è giudicato semplicemente come un povero, ma anche, moralmente, come qualcuno che non merita fiducia né riconoscimento, come un paria, un uomo malvagio; oltre alle privazioni, il povero subisce l’umiliazione di abbassarsi a mendicare il credito del ricco».

[relazione]

Il testo presentato qui è a firma del giovane direttore di «Actuel Marx», la rivista francese che da tempo lavora a una riflessione spregiuticata e tuttavia rigorosa non tanto sull’opera marxiana, bensì sulla sua ricezione. In «Acutel Marx» hanno scritto e scrivono Jacques Bidet, Etienne Balibar e Michael Löwy. In anni passati si è contraddistinta nell’analisi critica del cosiddetto «marxismo analitico» di provenienza anglosassone e della filosofia di Axel Honneth sulla «teoria del riconoscimento», rappresentando una delle riviste più attente alla «renaissance» marxiana. Oggi a Roma, presso il Dipartimento di filosofia dell’Universitò La Sapienza di Roma (Villa Mirafiori, Via Carlo Fea 2, aula XII) ci sarà un seminario su «Dinamiche del riconoscimento». L’incontro, che inizierà alle ore 15, prevede una relazione introduttiva di Stefano Petrucciani a cui seguiranno gli interventi di Dephine Kolesnik, Francesco Toto, Pierre Girard e Roberto Finelli. Sabato, invece, i lavori prevedono le relazioni di Emmanuel Renault, Lucio Cortella e Eleonora Piromalli.



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