L’Europa della piigs revolution

Posted: ottobre 20th, 2012 | Author: | Filed under: comune, postcapitalismo cognitivo, Révolution | No Comments »

di ADRIÀ RODRÍGUEZ e GIGI ROGGERO

1. Una nuova fase

Nell’ultimo mese e mezzo, dopo l’estate del 2012, abbiamo visto una serie di avvenimenti che ci obbligano a ripensare la situazione europea e la situazione delle lotte, soprattutto nel sud del continente. In Portogallo, Spagna e Grecia si stanno sviluppando nuovi processi di conflitto che vanno oltre la critica alle istituzioni e le politiche di austerità, e che cominciano a incentrarsi sulla sfida dei processi costituenti. Negli ultimi due anni in Grecia i movimenti hanno assunto una forza destituente, al punto da mettere in crisi e contribuire alla caduta del governo socialista di Papandreou, per quanto sostituito da un esecutivo “tecnico”, cioè direttamente al servizio dei mercati finanziari. Le recenti mobilitazioni moltitudinarie contro la visita di Angela Merkel ad Atene e lo sciopero generale del 18 ottobre (con la polizia che causa la morte di un manifestante di 66 anni) confermano il rifiuto assoluto del “governo della finanza” e dell’austerity. Quello che qui ci interessa sottolineare è che, durante questo ultimo mese e mezzo, un processo dai tratti simili si è sincronicamente sviluppato in Portogallo e in Spagna. Nel primo caso, a partire dalle grandi manifestazioni del 15 settembre in più di quaranta città del paese, unite dalla parola d’ordine: “Basta troika! Vogliamo le nostre vite”, un grido diretto non solo contro i diktat della Bce, ma anche contro il governo nazionale, in quanto ingranaggi della stessa macchina. Al 15-S ha fatto seguito, il 29 settembre, un’altra manifestazione di massa a Lisbona, davanti al parlamento, proprio nello stesso giorno in cui a Madrid decine di migliaia di persone protestavano di fronte al Congresso dei deputati per la stessa ragione. I palazzi della capitale spagnola erano già stati assediati quattro giorno prima: l’iniziativa era stata convocata e si era diffusa attraverso i social network, con lo slogan “Rodear el Congreso” (“Circondare il Congresso”), per esigere le immediate dimissioni del presidente Rajoy e l’apertura di un processo costituente. Le mobilitazioni in Portogallo e in Spagna hanno aperto una nuova fase all’interno dei movimenti: a partire da qui, sono già stati convocati scioperi, blocchi e assedi. Al pari della Grecia, anche in Spagna e Portogallo i movimenti stanno praticando un’iniziativa di destituzione dei governi. In Italia, seppure a fatica, si inizia a fare i conti con i lasciti non solo del berlusconismo ma anche e soprattutto dell’anti-berlusconismo, cioè con un piano di conflitto incentrato sulla presunta “anomalia” nazionale e attestato sulla mera difesa di una costituzione formale definitivamente esaurita. In Europa, a partire dall’area mediterranea, la crisi di legittimità e governabilità apre uno spazio che è, al contempo, destituente e costituente.

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