Il codice del capo

Posted: Novembre 25th, 2011 | Author: | Filed under: critica dell'economia politica | No Comments »

di Michele Prospero

Una forma contingente della politica che in Italia è diventata forza di sistema. Anticipazione dalla relazione che l’autore terrà a Roma in un forum dedicato ai populismi.

Il populismo, colto in un senso ampio, comprende un atteggiamento, una retorica, una inclinazione che caratterizza molteplici soggetti e movimenti. Il tratto caratterizzante di tali manifestazioni, dipinte al solito come forme irrituali rispetto alla configurazione postulata come normale della politica, è la riconduzione alla entità denominata di volta in volta popolo, gente, società civile di virtù originarie che brillano come autenticità rispetto alla perdita di senso sprigionata dalla classe dirigente professionalizzata. In tal senso, alla fenomenologia del populismo appartengono molteplici figure e svariati comportamenti che contrappongono in maniera strutturale élite, poteri forti, istituzioni, caste e sfere pubbliche di rappresentanza. Troppi movimenti rientrano però in questo ambito di azione anticonvenzionale che sprigiona una palese estraneità o deviazione rispetto ai moduli della rappresentanza per rendere proficuo un concetto così elastico e onnicomprensivo. Questa sterilità assiologica di un concetto dalle maglie troppo larghe comporta la necessità di uno sforzo di delimitazione con l’adozione di una griglia concettuale capace di fornire una selezione più specifica del fenomeno. Poiché i populismi sono variegati e hanno storie e culture diverse, il populismo andrebbe assunto come un concetto che si presenta con uno spettro mutevole che oscilla dalle manifestazioni di protesta di minoranze intense ed escluse a una tratto sistemico di forze che raggiungono il potere e connotano in varie intensità un intero ciclo lungo della storia italiana.

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