La Primavera di Atene

Posted: Settembre 14th, 2015 | Author: | Filed under: au-delà, BCE, bio, crisi sistemica, critica dell'economia politica | No Comments »

di Yanis Varoufakis

[Abbiamo tradotto integralmente il discorso di Yanis Varoufakis alla Festa della Rosa di Frangy-en-Bresse. E ve lo presentiamo diviso nelle sue varie parti.

E’ un documento straordinario per comprendere il colpo di Stato antidemocratico che l’Eurogruppo ha perpetrato nei confronti della Grecia, la condizione di protettorato politico ed economico in cui versa la Grecia oggi e colpirà chiunque si opporrà ai diktat relativi all’austerità dei Signori dell’Euro. E’ una guerra contro la democrazia. E la stiamo perdendo]

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il biopotere che scorre su Amazon

Posted: Settembre 8th, 2015 | Author: | Filed under: 99%, bio, crisi sistemica, critica dell'economia politica, digital conflict, postcapitalismo cognitivo, Révolution | No Comments »

di Benedetto Vecchi

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Non è mai troppo tardi. E’ la frase più facile da usare per quanto è accaduto dopo la pubblicazione di un reportage del quotidiano statunitense New York Times sulle condizione dei lavoratori del più grande shopping mall telematico presente in Rete. In un articolo Amazon viene passata al setaccio a partire dalle regole alle quali i lavoratori devono attenersi. Il giornalista ha raccolto i racconti, le invettive, le analisi di dipendenti e ex-dipendenti dove il giudizio più benevolo verso lo store digitale è: una caserma. Ma è il decalogo delle regole – doveri e obblighi, più che altro, visto che di diritti non ce ne è traccia alcuna – che tutti devono seguire che ha fatto gridare allo scandalo. Dal divieto di parlare di come e di cosa accade negli enormi capannoni di Amazon, all’invito-obbligo a esprimere giudizi sul comportamento di altri lavoratori e di capi e capetti, non c’è nulla che viene omesso dal giornalista. Neppure il costante controllo al quale è sottoposto il singolo, usando i badge e un geolocalizzatore che segnala posizione e tempo di percorrenza per trovare la merce da impacchettare, viene dimenticato. Grande rilevo viene dato alla divisione tra i buoni (gli iperproduttivi) e cattivi (fanno ciò che devono senza dannarsi l’anima) lavoratori. Altrettanta enfasi è dedicata alla disponibilità “h24, sette giorni su sette” che i lavoratori devono garantire.

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Un’esperienza marxista di Foucault

Posted: Dicembre 30th, 2014 | Author: | Filed under: comune, comunismo, critica dell'economia politica, Foucault, Marx oltre Marx, postoperaismo | No Comments »

di ANTONIO NEGRI

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1. La domanda che mi porrò oggi è semplice: come ho tentato di leggere, come mi è sembrato possibile farlo, nel mio lavoro, Marx con e dopo Foucault? Vorrei analizzare rapidamente questa esperienza. Si è trattato di fissare degli assi di lettura marxiana che si organizzassero attorno ad un dispositivo di soggettivazione, ricalcato su Foucault e del quale io cercherò di mostrare la possibilità d’essere applicato alla nostra attualità: esso impone un’ontologia adeguata. Se, inversamente, leggere Marx significa nutrire una volontà radicale di trasformazione dell’essere storico, la soggettivazione foucaltiana mi sembra debba essere confrontata a tale determinazione.

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Posted: Dicembre 17th, 2014 | Author: | Filed under: comunismo, critica dell'economia politica, postoperaismo | No Comments »

Come il patrimonio teorico dell’operaismo italiano è servito a comprendere la realtà del lavoro postfordista – di Sergio Bologna

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Sergio Bologna, protagonista dell’operaismo e del post-operaismo italiano, racconta l’evoluzione di un pensiero politico, vario e ricco di sfaccettature, che attraversa mezzo secolo di elaborazione teorica e azione militante in Italia, dagli anni Sessanta a oggi. Un pensiero che ancora oggi mostra tutta la sua potenziale ricchezza ed è capace di innervarsi con le energie delle nuove generazioni. Perché l’esercizio del pensiero critico è linfa per la comprensione di ciò che è successo e motore di ciò che verrà.

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Moneta del comune e reddito sociale garantito

Posted: Dicembre 11th, 2014 | Author: | Filed under: comune, critica dell'economia politica, postcapitalismo cognitivo | No Comments »

di LAURENT BARONIAN e CARLO VERCELLONE

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L’ambizione di quest’articolo è quella di gettare le basi per una concezione della moneta del comune a partire da un’interrogazione omessa dalla teoria economica dei beni comuni.

Quali sono, dunque, le condizioni capaci di attenuare il vincolo monetario al rapporto salariale e di favorire così lo sviluppo di forme di produzione alternative ai principi d’organizzazione sia del pubblico che del privato? Questa domanda richiede d’introdurre nella teoria del Comune il ruolo strutturante della moneta nei rapporti capitale-lavoro.

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La crisi messa a valore

Posted: Novembre 22nd, 2014 | Author: | Filed under: comune, comunismo, crisi sistemica, critica dell'economia politica, postcapitalismo cognitivo, postoperaismo, Révolution | No Comments »

La crisi messa a valore” – Materiali di preparazione per il seminario

on 20 Novembre 2014.

Un seminario di Commonware ed Effimera, ospitato da UniPop al Cs Cantiere di Milano

Sabato 29 e domencia 30 novembre

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Algoritmi del capitale 1-2

Posted: Novembre 11th, 2014 | Author: | Filed under: au-delà, bio, comune, comunismo, crisi sistemica, critica dell'economia politica, digital conflict, epistemes & società, Foucault, Marx oltre Marx, postcapitalismo cognitivo, postoperaismo, Révolution | No Comments »

1) Il diagramma di flusso della libertà

di Andrea Fumagalli, 11.11.2014

Tempi presenti. Il volume collettivo «Gli algoritmi del capitale» affronta il nodo del rapporto degli esseri umani con le macchine all’interno della produzione di ricchezza e della comunicazione on-line. Una discussione a più voci a partire dal «manifesto per una politica accelerazionista».

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2) Dispositivi politici per rompere le maglie strette della Rete

di Benedetto Vecchi, 11.11.2014

Algoritmi del capitale. I social network e i Big Data sono da considerare gli esempi che meglio di altri illustrano le tendenze del capitalismo.

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La torsione neoliberale del sindacato tradizionale e l’immaginazione del «sindacalismo sociale»: appunti per una discussione

Posted: Ottobre 28th, 2014 | Author: | Filed under: comune, comunismo, critica dell'economia politica, epistemes & società, postcapitalismo cognitivo | 1 Comment »

di ALBERTO DE NICOLA e BIAGIO QUATTROCCHI.

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1. Introduzione

Lo scopo di questi appunti è quello di stimolare una duplice riflessione. Assistiamo, oramai da lungo tempo, ad una profonda trasformazione della funzione del sindacato tradizionale. Con esso intendiamo le organizzazioni eredi del movimento operaio: come la forma sindacale confederale e le esperienze “cogestionarie” tedesche. Questa trasformazione sembra essere profondamente segnata da una torsione in chiave neoliberale del soggetto sindacale, divenuto “istituzione” attiva nel sistema della governance, al pari degli altri soggetti che in essa vi operano. In quanto tale, questa istituzione, sembra sempre di più introiettare quella razionalità governamentale tipica dell’impresa. Dal sindacato come soggetto autonomo per il conflitto sul salario, si assiste alla formazione di una organizzazione manageriale che svolge una funzione attiva nella segmentazione della forza-lavoro e nel processo di trasformazione del welfare.

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Social unionism and digital labour in the transnational space of European austerity

Posted: Ottobre 15th, 2014 | Author: | Filed under: au-delà, bio, comune, critica dell'economia politica, digital conflict, epistemes & società, hacking, Marx oltre Marx, postcapitalismo cognitivo | 27 Comments »

by TIZIANA TERRANOVA

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Over the past few years, European social movements have struggled to find new ways of cooperating and connecting in order to oppose the verticalization of European governance. Following the crash of 2008, in fact, a regime of austerity, that is severe cuts to public spending, has gone together with a remodulation of modes of welfare and work inspired by the German model.

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La ricchezza di Thomas Piketty

Posted: Ottobre 13th, 2014 | Author: | Filed under: 99%, BCE, crisi sistemica, critica dell'economia politica, epistemes & società, Marx oltre Marx | No Comments »

di Christian Marazzi

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Thomas Piketty. “Il Capitale del XXI secolo” è una inconfutabile fotografia del capitalismo contemporaneo. Il saggio si concentra però sui sintomi e non sulle cause dell’aumento delle diseguaglianze sociali. Inoltre è assente l’analisi del ruolo politico del debito nella polarizzazione della ricchezza a scapito del lavoro vivo e della cooperazione sociale.

Lo scorso mer­co­ledì 1 otto­bre Mar­tin Wolf ha pub­bli­cato sul Finan­cial Timesun arti­colo sulle ragioni che fanno dell’ineguaglianza un vero e pro­prio freno all’economia. Per dimo­strare l’impatto eco­no­mico delle dise­gua­glianze nella distri­bu­zione del red­dito e del capi­tale, in par­ti­co­lare una domanda debole e la regres­sione dei livelli di edu­ca­zione, Wolf si basa su due studi, uno di Stan­dard &Poor’s e l’altro di Mor­gan Stan­ley, due isti­tu­zioni che dif­fi­cil­mente pos­sono con­si­de­rarsi di sini­stra. Il qua­dro che emerge da que­ste ana­lisi, che si rife­ri­scono agli Stati Uniti a par­tire dagli anni Novanta, è tale da por­tare l’autore a con­clu­dere che in un’economia basata sul debito i costi mag­giori dell’aumento delle dise­gua­glianze eco­no­mi­che e for­ma­tive sono l’erosione dell’ideale repub­bli­cano della «cit­ta­di­nanza con­di­visa», in altre parole il rischio di defla­gra­zione eco­no­mica e sociale del capi­ta­li­smo mede­simo. Curioso è il fatto che que­ste con­si­de­ra­zioni ven­gano fatte sulle pagine dello stesso quo­ti­diano finan­zia­rio­che, in occa­sione della pub­bli­ca­zione inglese del libro di Tho­mas Piketty, Il capi­tale nel XXI secolo (oggi in ita­liano gra­zie ai tipi della Bom­piani, tra­du­zione di Ser­gio Arecco, pp. 928, euro 22), aveva cer­cato di smon­tare in modo grot­te­sco una delle tesi cen­trali del libro, la ten­denza all’aumento verso l’alto della con­cen­tra­zione della ric­chezza. Basti que­sto per sot­to­li­neare l’importanza dello stu­dio di Piketty il cui merito prin­ci­pale, oltre al ter­re­moto sca­te­nato den­tro l’accademia ege­mo­niz­zata dal pen­siero neo­li­be­rale, con­si­ste nell’aver descritto, «con pre­ci­sione atroce e dif­fi­cil­mente con­fu­ta­bile», come ha scritto David Har­vey (Riflet­tendo su ’Capi­tal’ di Piketty, in commonware.org), l’evoluzione nel corso degli ultimi due secoli della disu­gua­glianza sociale rispetto sia alla ric­chezza sia al reddito.

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Nota critica di Giorgio Gattei

Altra nota critica di Russel Jacoby